Assemblea generale

L’Adoa e il nuovo Mandato

Bilancio 2025 e Piano 2026-2029

L’Associazione diocesana opere assistenziali (Adoa) Verona ha vissuto mercoledì 13 maggio l’Assemblea generale 2026. Presso la Casa di Spiritualità San Fidenzio, si sono ritrovati i rappresentanti degli enti aderenti e sostenitori sia dal mondo ecclesiale che sociale, in un clima di partecipazione autentica, corresponsabilità e visione.

L’Assemblea ha approvato all’unanimità il Bilancio 2025, confermando la solidità e la credibilità di un network che oggi riunisce 58 enti aderenti e rappresenta una delle esperienze più significative di collaborazione ecclesiale e sociale nel territorio veronese e non solo.

Spiega il segretario generale Tomas Chiaramonte: «Cuore della giornata è stato il lavoro partecipato sul nuovo Piano di Mandato 2026–2029, sviluppato attraverso tavoli e aree tematiche dedicate ai grandi temi della fragilità contemporanea: anziani e sanità territoriale, disabilità e supporto psichico, giovani e comunità educanti, opere di carità e ospitalità. Un percorso che ha messo al centro parole chiave come ascolto, prossimità, corresponsabilità, innovazione, formazione, comunione, governance etica e custodia dell’umano. Il nuovo mandato Adoa si ispira al cammino dell’Assemblea diocesana della Chiesa di Verona dove centrale è il richiamo ad una Chiesa e ad opere capaci di “ritrovare l’essenziale”, promuovendo uno stile fondato su essenzialità, reciprocità e profondità».

Il vescovo Domenico Pompili ha concluso l’assemblea incoraggiando il network etico Adoa a continuare ad essere “arcipelago solidale” capace di generare relazioni, speranza e cura concreta nei territori. Un messaggio in forte sintonia con il cuore del Piano di Mandato 26-29: trasformare l’azione delle singole realtà in comunità generative e coordinate.

Continua Chiaramonte: «Tra i momenti più sentiti anche la presenza dei rappresentanti di Adoa Bologna, segno concreto della crescita nazionale del modello Adoa, già sviluppato a Verona, Parma, Bologna e pronto a partire anche a Padova, in dialogo continuo con la Cei e con il coordinamento nazionale ConADOA. Accolta con entusiasmo anche la presentazione della nuova adesione di Unitalsi Giovani Verona, che entrerà a far parte del cammino associativo nell’area dedicata ai giovani, alla partecipazione e alle comunità educanti. Una scelta che rafforza ulteriormente l’attenzione di Adoa verso le nuove generazioni, la formazione alla solidarietà e la costruzione di reti inclusive e partecipate».

Nel corso dei lavori è emersa con forza la volontà di consolidare un modello fondato non soltanto sull’efficienza dei servizi, ma sulla capacità di costruire legami autentici tra persone, enti e territori.

Conclude il segretario generale: «Adoa guarda ora al futuro con una visione chiara: essere una rete capace di generare comunità, promuovere un welfare generativo, sostenere la cultura della cura e rendere sempre più visibile una presenza evangelica concreta e credibile nel cuore delle fragilità contemporanee. Non è solo una rete fatta di enti che erogano servizi, ma che propone un modello di comunità più giusta e più umana».

 

 

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