Incentivi

Conto Termico 3.0

Parrocchie ed enti diocesani

L’Ufficio risorse economiche segnala che pure le Parrocchie e gli Enti diocesani possono partecipare alla richiesta di contributo e alle opportunità offerte dalla misura del Conto Termico 3.0 (CT 3.0) per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Si ricorda che è sempre necessario interfacciarci con l’Ufficio diocesano nel caso si volesse intervenire sugli immobili parrocchiali per usufruire dell’incentivo.

Cos’è il Conte Termico 3.0?

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale a fondo perduto, gestito dal Gse (Gestore dei servizi energetici), che consente di ottenere il rimborso di una parte significativa delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico sugli immobili.

È disciplinato dal D.M. 7 agosto 2025 e dalle Regole applicative del Gse del 19 dicembre 2025.

Quali enti possono accedere all’incentivo?

Le Parrocchie e gli Enti diocesani possono accedere all’incentivo a condizione che:

  • abbiano la disponibilità dell’edificio, cioè siano proprietari o titolari di un diritto reale (usufrutto…) o di godimento (affitto, comodato…);
  • sostengano direttamente la spesa per gli interventi oggetto di incentivo.

Per quali edifici è possibile accedere all’incentivo Conto Termico 3.0?

Possono accedere al Conto Termico 3.0 gli edifici esistenti che:

  • sono dotati di un impianto di riscaldamento funzionante alla data di entrata in vigore del decreto;
  • sono regolari dal punto di vista urbanistico e catastale.

È possibile accedere all’incentivo sia per edifici residenziali (per esempio casa canonica) sia per edifici destinati al “settore terziario” e quindi chiese, centri parrocchiali, scuole dell’infanzia…

Quali sono gli interventi che possono essere ammessi all’incentivo?

Gli interventi ammissibili variano a seconda che si tratti di edificio residenziale o edificio del settore terziario.

Nel caso di edifici residenziali (canoniche), sono ammessi solo interventi sugli impianti termici, in particolare per la sostituzione del generatore di calore (per esempio caldaia a gas o gasolio) con pompa di calore elettrica.

Nel caso di edifici destinati al settore terziario (come chiese, centri parrocchiali, scuole dell’infanzia…), sono ammessi i seguenti interventi:

  • isolamento dell’involucro edilizio (coperture, pareti perimetrali, pavimenti);
  • sostituzione dei serramenti e degli infissi;
  • installazione di sistemi di schermatura solare;
  • trasformazione dell’edificio in Nzeb (edificio a energia quasi zero);
  • sostituzione dell’illuminazione interna ed esterna con sistemi ad alta efficienza (led);
  • installazione di sistemi di gestione e controllo (building automaticon o “domotica”);
  • sostituzione del generatore di calore con pompa di calore elettrica;
  • installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (solo se abbinati a pompa di calore);
  • installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici (solo se abbinate a pompa di calore);
  • installazione di sistemi di microcogenerazione.

A quanto ammonta l’incentivo?

L’incentivo varia a seconda della tipologia dell’intervento e può arrivare a coprire fino al 65% della spesa ammissibile.

Ogni specifico intervento ha un costo massimo stabilito, per esempio per i serramenti si può arrivare 800 euro per m².

Un incentivo superiore, fino al 100% della spesa, è oggi possibile solo per interventi su immobili di proprietà della Pubblica amministrazione e adibiti ad attività pubblico-sociali, in particolare scuole e strutture sanitarie gestiti da Enti del Terzo settore e iscritti al Runts.

Se gli Enti diocesani o le Parrocchie hanno un Ramo Ets, possono arrivare al 100% ma si tratta evidentemente di casi molto limitati e da valutare con particolare prudenza.

Quali sono i tempi e le modalità di presentazione delle richieste?

Il Conto termico è una misura senza una scadenza fissa ma è previsto un limite di risorse annualmente disponibili.

Entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori occorre procedere alla rendicontazione delle spese e presentare la richiesta al Gse.

Solo per gli Enti del Terzo settore è possibile prenotare ed avere anche l’anticipo del 50%.

Per le Parrocchie e gli Enti diocesani l’incentivo non è garantito perché subordinato alla disponibilità delle risorse finanziare annualmente stanziate. Quindi è opportuno valutare bene le ragioni dell’intervento e non contare sull’incentivo, se arriva bene altrimenti pazienza.

Gli Enti ecclesiastici (Parrocchie o Enti diocesani) che hanno un Ramo Ets (ex Ramo Onlus) possono eventualmente prenotare l’incentivo e quindi avere l’anticipo prima dell’avvio dei lavori, ma l’assegnazione dell’immobile al Ramo è da approfondire preventivamente con l’Ufficio amministrativo diocesano.

Come viene erogato l’incentivo?

L’incentivo è erogato:

  • a fondo perduto;
  • in una fase successiva alla conclusione dell’intervento;
  • in rate annuali di pari importo o in un’unica soluzione se l’importo totale è inferiore a 15.000 euro;
  • tramite bonifico bancario del Gse.
  • Gli Enti del Terzo settore (eventualmente i Rami Ets degli Enti ecclesiastici), oltre a poter prenotare l’incentivo, possono richiedere:
  • un anticipo fino al 50% dell’incentivo previsto;
  • l’erogazione di una rata a Stato avanzamento lavori (Sal);
  • il saldo finale a conclusione dei lavori.

Conclusione

Il Conto Termico 3.0 può rappresentare un’opportunità per le Parrocchie e per gli Enti diocesani, consentendo di migliorare l’efficienza energetica e di ridurre i costi di gestione degli edifici, grazie all’accesso a contributi pubblici significativi.

Solo però gli Enti del Terzo settore iscritti al Runts hanno la possibilità di prenotare l’incentivo e quindi la certezza del buon fine.

La parrocchia può solo sperare che quando arriva in fondo ci siano ancora dei fondi, quindi c’è una componente di incertezza che va ben valutata prima con il Cpae e con i professionisti qualificati di fiducia, e poi importantissimo un passaggio per l’Ufficio Risorse economiche della Diocesi.

Il testo è una rielaborazione della Nota a cura del Servizio amministrativo e dei consulenti della Diocesi di Padova.

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