Spiega la restauratrice Amati:
«La pulitura ha visto il lavoro di due persone per due giornate intere, anche perché sono stati necessari due passaggi differenti di applicazione. Abbiamo fatto un primo passaggio a solvente con un pennello morbido poi la pulitura è stata rifinita con l’applicazione di un gel rigido omogeneizzato a base di Agar e un po’ di solvente per rimuovere i residui di vernice in profondità».
«I leoni sono venuti puliti e siamo molto contenti. Purtroppo, in questi anni tali lavori sono diventati quasi abituali a causa di tante persone che imbrattano statue, muri di chiese e quant’altro, non pensando a cosa vuol dire e comporta tutto questo».
«La soprintendenza veronese si è attivata celermente con i propri funzionari storico dell’arte e restauratore sia con sopralluoghi sul campo volti a individuare coi restauratori incaricati dalla Diocesi la più corretta modalità di intervento per il caso in essere, sia con la veloce autorizzazione dell’intervento conservativo. Una sinergia virtuosa tra tutti che ha permesso di operare a favore di un bene di enorme valore storico artistico e simbolico e la conferma dell’impegno fattivo della soprintendenza stessa a favore della tutela».
Ringraziando la ditta Cristani e i beni culturali ecclesiastici, l’abate di San Zeno, mons. Gianni Ballarini, si è espresso così:
«Siamo felici che questo atto di vandalismo si sia chiuso in tempi abbastanza brevi e in maniera ottimale, visto che poteva essere qualcosa di irreparabile o di non completamente riassorbibile. Mi pare che sia un segnale per tutta la città di attenzione, di prevenzione e di riguardo contro questo degrado, mettendosi attorno ad un tavolo per trovare in maniera sinergica le modalità per salvaguardare uno dei monumenti più importanti addirittura a livello mondiale».
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