Solenne celebrazione eucaristica per onorare il patrono San Zeno nella magnifica Basilica che ospita da secoli le sue spoglie mortali.
Il vescovo Domenico Pompili ha iniziato l’omelia partendo da un versetto del brano dell’Apocalisse che la liturgia propone come prima lettura: “Vieni e ti mostrerò la sposa dell’Agnello”.
Ha spiegato il Vescovo: «La visione del veggente dell’Apocalisse è un invito ad alzare lo sguardo e contemplare la sposa dell’Agnello, cioè la Chiesa che siamo noi. Lasciamoci oggi guidare da S. Zeno che vive in un tempo che risente fortemente del dibattito cristologico dei primi secoli dell’era cristiana».
Il Patrono «nella sua serrata critica all’arianesimo che metteva in discussione la divinità del Maestro proprio la categoria dell’Agnello diventa la chiave per ricondurre la fede cristiana alla sua autenticità».
Richiamando il Discorso 38 (II, 43) Sulle Dodici costellazioni ai neofiti, mons. Pompili ha commentato: «San Zeno rivisita, non senza un pizzico di ironia, i segni dello zodiaco e lascia intendere che le posizioni dei corpi celesti non influenzano i nostri comportamenti fino al punto di predeterminarli. Non è vero che si nasce sotto una buona o una cattiva stella! Ciascuno di noi è libero di scrivere il proprio cammino perché la sua vita non è già segnata per sempre. Certo, la nostra libertà è condizionata dalle esperienze, oltre che dai tratti ereditari. Rimane, tuttavia, sempre uno spazio libero, che fa appello alla nostra responsabilità».
Infine, ha sottolineato come il Patrono ci ha fatto «comprendere un aspetto decisivo della fede cristiana, che si allontana dalle tenebre del paganesimo e dell’arianesimo che rischiava di trasformarsi in una sua una variante. Credere è un atto di libertà che sottrae al destino/ Fato/ Karma, cioè ad un percorso già scritto. Credere è pure un atto di fede/fiducia/abbandono che avvia un processo di libere scelte nelle pieghe della storia umana. Come afferma Gesù: “Non voi avete scelte me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”».
Al termine della Messa l’assemblea si è spostata alla tomba del Patrono dove il sindaco di Verona insieme agli omologhi dei Comuni del territorio del Vicariato del Lago bresciano, hanno offerto l’olio che arderà nel prossimo anno, come atto di affidamento e gratitudine. Dalle parrochie di quel Vicariato anche i coristi che si sono uniti per animare il canto liturgico.
Piazza San Zeno, 37123 Verona, Veneto Italia





