1° gennaio 2026

Tre attenzioni per il nuovo anno

Maria Madre di Dio – Giornata Mondiale della Pace

Maria Madre di Dio – Giornata Mondiale della Pace
(Nm 6,22-27; Sl 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21)
Cattedrale, 1° gennaio 2026

 La Madre, il nome di Gesù, la benedizione della Pace sono le tre parole che ci vengono incontro all’alba del nuovo Anno. La prima attenzione è per Maria, che “da parte sua custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Così solleviamo lo sguardo verso la Madre di Dio, da cui si impara come guardare alla vita. Per lei che ha dovuto sostenere “lo scandalo della mangiatoia” non deve essere stato semplice. Ma proprio lei ci insegna a meditare (in greco syn-ballo) che consiste nel “mettere insieme” i pezzi di un puzzle. Maria, insomma, con la sua “pazienza meditativa” sa ritrovare un filo rosso nel caotico ed incomprensibile andirivieni di ogni giorno. La seconda attenzione è per il “nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”. Gesù è la forma italiana dal latino Jesus, a sua volta derivante dal greco Iesous. L’originale aramaico era Yeshua, una forma contratta dell’ebraico Yehoshua, che tradotto significa: “Il Signore salva”. Gesù era un nome assai frequente ai suoi tempi che compare nel Nuovo Testamento ben 983 volte! Pronunciare questo nome può essere una forma di memoria sovversiva, ma invocarlo diventa una compagnia capace di orientare e sostenere il cammino di tanti, fuori e dentro la chiesa. La terza attenzione è per la pace. Come suggerito dalla prima pagina: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Siamo tutti bene-detti e per questo non ci viene da maledire, di dire male, di parlare male.

La guerra “ibrida”, una novità cui non si fa abbastanza conto, è fatta di sangue (ormai milioni di morti) e di parole (manipolatorie), di violenza fisica e di violenza verbale. Ma alla radice c’è sempre la stessa “male-dizione” che ha il potere di trasformare l’avversario in un nemico e il nemico nel demone da eliminare. E’ una costruzione orientata da ben precisi interessi di potere economico e politico, come annota Leone XIV nel suo Messaggio per la LIX GMP: “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. Noi vogliamo camminare già a gennaio nella direzione della “bene-dizione”, grazie alla presenza di Maoz Inon e di Aziz Abu Sarah che si abbracciarono in Arena di pace 2024 e che torneranno a Verona come tedofori della fiamma olimpica il prossimo 18 gennaio. A seguire sarà avviato il II anno della “Scuola di pace”, preceduta il 31 gennaio dal ricordo speciale di un uomo di pace, quale Alexander Langer. Perché se le spese militari nel corso del 2024 sono aumentate del 9,4%, raggiungendo la cifra di 2718 miliardi di dollari, noi vogliamo vigilare “sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole”. Per far questo occorre “riscoprirsi pellegrini ed avviare in sé stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere adempiendo la sua promessa: “… Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci… Non impareranno più l’arte della guerra” (Leone XIV).

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