Venerdì 19 dicembre

Per una Chiesa di tutti

Auguri del Vescovo alla Curia

Venerdì della III domenica di Avvento 2025
(Luca 1,5-25)
Centro Mons. Carraro, venerdì 19 dicembre 2025

Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni”. Secondo le conoscenze scientifiche del passato la sterilità era naturalmente tutta colpa della donna che cumulava su di sé una sorta di maledizione divina, oltre ad un ricorrente stigma sociale che ne aumentava solitudine e l’amarezza. Elisabetta svela così il dolore della donna che non riesce a diventare madre, vivendo questa condizione con un senso di inadeguatezza e di colpa. Beninteso, la sterilità non è mai una colpa sul piano fisico, semmai diventa un problema quando connota una società e una chiesa prive di futuro. Quando viene meno l’apertura alla vita è a rischio la creatività e la fecondità; è in gioco è la capacità di sporgersi oltre sé stessi.

Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non ha creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo”. L’angelo che appare a Zaccaria, intento a svolgere il suo servizio sacerdotale nel giorno dello Yom Kippur chiarisce il senso di una sterilità che rende tutti meno generativi. E’ una questione di fiducia nella promessa e un rinchiudersi nella paura e nell’esitazione di chi non scommette più sulla vita. Sta in questo atto di fede che è divenuto così estraneo al nostro mondo segnato dalla paura e dalla mancanza di rischio la strada per ribaltare una situazione priva di prospettiva. Si inserisce qui la scelta di una Assemblea diocesana, intitolata “Fate attenzione a quello che ascoltate”.

Nella lettera di invito rivolta a tutti si legge così: “Tu che cerchi una vita autentica, tu che non sei indifferente alla bellezza e alla giustizia; tu che continui ad interrogarti, mai soddisfatto delle dichiarazioni di principio; tu che ti fai carico della generazione dei figli e dei nipoti; tu che sai per esperienza cosa è il dolore e la solitudine; tu che non ti accontenti di rapporti funzionali; tu che sei giovane, adulto, anziano e vivi la crisi della tua stagione di vita; tu donna o uomo, a cui il presente sembra aver rubato la speranza; tu che hai incontrato Gesù di Nazareth come Signore o che ancora sei in ricerca o nel dubbio…è per te l’Assemblea diocesana”. L’obiettivo di questa convocazione è fare un tratto di strada insieme grazie all’ascolto di tutti, laici e pastori insieme. Ma da solo l’ascolto non basta, se produce solo diagnosi. Ci vuole di vedere ciò che ancora non c’è ed anticipare possibilità anche quando la realtà ci sembra limitata. Alla fine, c’è bisogno di cura, cioè della responsabilità concreta nei riguardi di chi resta ai margini, insieme alla disponibilità a farsi carico dell’insieme, sia in ambito civile che ecclesiale.

È vero la chiesa oggi non è più “di tutti”, ma è sempre “per tutti”. E per tutti l’Assemblea diocesana vuol essere: una esperienza, un esercizio, un innesco.

Anzitutto, vuol essere una esperienza nel senso etimologico del verbo experire, cioè ex- per-ire. Dove ex dice da dove veniamo, per dice appunto per chi siamo; e, infine, ire suggerisce che occorra andare e non starsene fermi.

L’Assemblea sarà anche un esercizio di ascolto perché soltanto un rinnovato tendere l’orecchio del cuore verso Dio e verso l’altro, verso la terra e verso i poveri, consente di superare quel mutismo fa della chiesa una comunità priva di parole cariche di senso e gravide di futuro.

Infine, l’Assemblea sarà un innesco perché da questo confronto allargato matureranno scelte concrete in ordine all’evangelizzazione e alla promozione umana, quasi dei “Lineamenti di azione pastorale” verso gli anni a venire.

Scriveva Romano Guardini, un pensatore cui non smettere di guardare con attenzione: “Vita è fecondità. E tanto più è viva la vita, quanto più grande è la sua forza di dare ciò che ancora non esiste (…) non c’è mai niente di finito, tutto è in divenire sempre nuovo. L’ultimo sigillo della vitalità è la forza d’essere, ad ogni istante, nuova”.

condividi su