Domenica 4 ottobre

La strada della gioia evangelica

Festa san Francesco a San Berardino

Festa di San Francesco 2026
(Sir 50,1.3-7; Sal 15; Gal 6,14-18; Mt 11,25-30)
Chiesa di San Bernardino, domenica 4 ottobre 2026

“Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”. Le parole del Maestro si applicano alla perfezione a san Francesco che col suo genio religioso è arrivato a scoprire Dio in tutte le cose. Per contro, che cosa accade alla nostra generazione? Siamo passati dalla persona all’individuo, barattando la relazione con la semplice soddisfazione. L’uomo diventa così di sabbia e costruisce castelli di sabbia! San Francesco è un genio religioso perché sa di terra e di cielo, ritrovando l’humus profondo della nostra umanità.

La strada obbligata per Francesco è la saggezza paradossale del Vangelo che lo aiuta a ritrovare anzitutto la dimensione invisibile della realtà, per cui si diventa curiosi, capaci di meraviglia e di stupore. Diversamente se tutto è “piatto” si cederà al consumismo e alla gratificazione immediata dei desideri. Francesco non è “terrapiattista” e sa che il mondo non è piatto, ma conosce mille sporgenze e livelli di profondità che vanno esplorati.

La seconda dimensione che Francesco aiuta a ritrovare è il legame con il creato, ristabilendo un contatto genuino con il mondo fisico e i ritmi naturali, per contrastare la solitudine oggi dei vari dispositivi elettronici. Non che possa essere definito un ecologista ante litteram, ma sicuramente ha col suo sguardo spirituale percepito che c’è qualcosa di più delle apparenze e che non si può ridurre tutto a delle cose perché tutte sono creature.

La terza dimensione che Francesco ha sperimentato è la fraternità, cioè quel legame che va oltre il sangue che ci fa ritrovare uguali e ci fa cogliere il destino comune che deve portarci a superare definitivamente ogni conflitto. E qui tocchiamo il cuore del Vangelo: siamo amati da Dio prima che diventiamo noi degli amanti! Siamo fratelli perché ancor prima siamo figli di Dio! Penso che questa forma di legame che va oltre gli interessi parziali e riconduce alla nostra autentica esperienza umana sia quella oggi più necessaria da ritrovare. Senza la fraternità anche la giustizia e la libertà infatti non possono coesistere.

San Francesco d’Assisi, di cui celebriamo oggi la festa nell’VIII centenario della sua morte, esercita ancora oggi un fascino irresistibile. Fu definito un ‘uomo nuovo’ per la sua vita semplice, libera e fiduciosa. Non basterà ammirarlo se non impareremo a seguirlo per la sua strada che conduce direttamente alla gioia del Vangelo.

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