Mercoledì 24 dicembre

Il rischio di smarrire il senso del Natale

Casa circondariale di Montorio

In carcere
Casa circondariale di Montorio, mercoledì 24 dicembre 2025

Non da oggi la preoccupazione che assilla l’animo di molti è di salvare il Natale, non già di essere salvati da esso. In genere, si tratta di salvarlo dal consumismo, qualche volta da polemiche pretestuose sul presepe, quest’anno dai tragici effetti sia pure indiretti di una guerra nel cuore dell’Europa. In realtà, il Natale è un fatto storico incontestabile. Per intenderci, quello di cui parla l’evangelista Luca: “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (2,11). Se non fosse per la nostra superficialità basterebbe quest’annuncio a farci sobbalzare, ma tant’è. Il rischio è che la routine finisca per smarrire il recondito senso del Natale. Senonché proprio quest’anno potremmo scoprire qualcosa di diverso dal solito.

Il Natale, dunque, ci ri-vela che il Figlio di Dio è entrato nel mondo. Dio si è fatto uomo, figlio di una madre umana, uno di noi, ed è rimasto ciò che Egli è eternamente, Figlio del Padre nel cielo. Egli, che come Dio era in tutto, ma sempre “dall’altro lato del confine”, nell’eterno riserbo, è venuto al di qua del confine, ed è stato ora presso di noi, con noi. Di questo evento parla il Natale. Tutto il resto riceve di là il suo senso. Quando questa consapevolezza svanisce, tutto scivola sul piano meramente umano, sentimentale, commerciale.

Vengo allora all’augurio per questo Natale così diverso e irripetibile, per comprendere, finalmente, che il Natale non consente alcuna ostensione del Signore dispiegatasi nella luce del giorno: nelle tenebre ci può dare la forza di testimoniare che la piena redenzione è possibile; ma a mostrarlo sono le vite dei credenti. Come quella che si intuisce dietro la poesia Natale 1943 del teologo Dietrich Bonhoeffer dal carcere di Tegel.

È buio dentro di me,

ma presso di te c’è luce.

Sono solo,

ma tu non mi abbandoni.

Sono impaurito,

ma presso di te c’è pace.

In me c’è amarezza,

ma presso di te c’è pazienza.

Io non comprendo le tue vie,

ma tu conosci la mia via”.

Buon Natale!

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