15 ANNI DI FONDAZIONE ESODO
Convegno “Impronte – Dalla reclusione alla libertà”
Teatro Ristori in Verona, giovedì 26 marzo 2026
“Papa Francesco auspicava, in particolare, che si potessero concedere, per l’Anno santo, anche «forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società» (Bolla Spes non confundit, 10), e ad offrire a tutti reali opportunità di reinserimento (cfr ibid.). Confido che in molti Paesi si dia seguito al suo desiderio. Il Giubileo, come sappiamo, nella sua origine biblica era proprio un anno di grazia in cui ad ognuno, in molti modi, si offriva la possibilità di ricominciare (cfr Lv 25,8-10)” (Leone XIV, Omelia della Messa in occasione del Giubileo dei Detenuti, 14.12.2025).
“C’è una bella canzone piemontese che cercherò di tradurre in italiano che dice così – la cantano gli alpini –: “Nell’arte di ascendere, quello che importa non è non cadere, ma non rimanere caduto”. E a tutti noi che lavoriamo in questo carcere, anche come volontari, ai famigliari, a tutti noi, dico una cosa: è lecito guardare una persona dall’alto in basso soltanto una sola volta: per aiutarlo a sollevarsi. Perciò, nei momenti peggiori, non chiudiamoci in noi stessi: parliamo a Dio del nostro dolore e aiutiamoci a vicenda a portarlo, tra compagni di cammino e con le persone buone che ci troviamo al fianco. Non è debolezza chiedere aiuto, no: facciamolo con umiltà e fiducia e umanità. Tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri, e tutti abbiamo diritto a sperare, al di là di ogni storia e di ogni errore o fallimento. È un diritto la speranza, che mai delude. Mai” (Papa Francesco, Discorso nel carcere di Montorio, 18 maggio 2024).
Penso che dietro l’inascoltata richiesta di papa Francesco, rilanciata da papa Leone, ci sia il senso della Fondazione Esodo di cui oggi festeggiamo i primi 15 anni di vita.
“Fare rete insieme”, tra Diocesi, Terzo settore, Fondazioni bancarie e Istituzioni (in primis quelle carcerarie) per mettere veramente al centro la persona è l’idea che sta dietro a questa realtà. La convinzione è “favorire la possibilità di ricominciare”, a partire da due fondamentali condizioni della vita umana che sono la casa e il lavoro.
Continuiamo su questa strada senza scoraggiarsi se il mondo circostante non ritiene di dare la priorità a questa emergenza umanitaria in mezzo a tante altre drammatiche vicende che segnano questo difficile passaggio storico. L’obiettivo è di ritrovare la consapevolezza che abbiamo bisogno sempre gli uni degli altri e che nessuna esistenza umana è mai perduta per sempre. In ciò consiste la speranza che è un diritto da rivendicare e un dovere da esercitare.
