Conclusione Esercizi spirituali diocesani 2026
Cattedrale di Verona, sabato 14 marzo 2026
Al termine di questi Esercizi spirituali diocesani, sento di dire grazie a Lei, caro cardinale José Tolentino, a nome di tutte e di tutti; anche a nome di chi – e sono stati più di un migliaio – ha seguito questo appuntamento in collegamento dai diversi vicariati.
In una fulminea citazione di Milan Kundera a proposito della lentezza lei riporta quanto segue: “Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. […] Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio”.
Grazie per averci fatto rallentare e costretti, anzi, spinti ad entrare nella “camera” del nostro cuore per imparare a pregare. Grazie per averci condotti a rileggere le dinamiche profonde dei legami e delle relazioni. E grazie per averci orientati ad una apertura verso il mondo che non è conformismo, ma reciprocità.
Così nel silenzio e nell’adorazione, ci siamo esercitati in quella dimensione della profondità che assieme all’essenzialità e alla reciprocità disegnano il campo di una fede e di una comunità cristiana che sappiano abitare questo tempo così complesso e ricco di interrogativi. Ora possiamo camminare più spediti verso la Pasqua e, al suo culmine, verso l’Assemblea diocesana del prossimo 16 maggio a Isola della Scala. Abbiamo compreso che il desiderio più importante non è tanto il nostro quanto il desiderio di Dio, che consiste nel suo venirci continuamente incontro.
Caro cardinale José Tolentino,
grazie per la sua presenza e per la sua parola. Il Signore benedica il suo lavoro teso a creare ponti tra fede e cultura, fra fede ed educazione.
Oggi prima che in una crisi di fede siamo dentro ad una crisi culturale da cui non usciremo se non insieme, sommando le forze e assumendo uno sguardo diverso. Quello di Dio beninteso e non il nostro. Alla ricerca del volto di Dio, dunque, continueremo a camminare come recita il Salmo 26: “Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto”.
