Chiesa di San Fermo Maggiore in Verona, sabato 21 febbraio 2026
Premessa all’ingresso di don Riccardo Bodini e di don Pietro Busti
Oggi entriamo nella Quaresima. È un tempo in cui si respira un senso di possibilità: qualcosa può ancora cambiare, trasformazioni buone possono farsi strada nel groviglio delle nostre stanche abitudini. E proprio oggi, questa comunità accoglie don Riccardo e don Pietro, due preti chiamati a intrecciare il loro amore per lo studio con la prossimità degli incontri. Con parole un po’ consumate, potremmo dire che don Pietro e don Riccardo si occuperanno di “pastorale universitaria”; con parole un po’ nuove possiamo invece far riferimento alla creazione di un ulteriore spazio di ospitalità per le domande culturali ma anche spirituali che attraversano questo tempo e in particolare la vita delle nuove generazioni.
La chiesa scaligera ha già in essere e da tempo una convenzione con l’Università, grazie a una commissione voluta e curata soprattutto da mons. Augusto Barbi e da don Alessandro Scardoni. In sinergia con questa e con don Paolo a San Paolo, San Fermo vuole essere un luogo che cerca una cultura di pace. Non siamo ingenui: sappiamo che il cristianesimo oggi patisce una certa esculturazione. Non lo trovi facilmente incarnato dentro una cultura. E non è perché qualcosa lo abbia attaccato dall’esterno: ne è uscito da solo, per movimenti di disfacimento interno. Una sorta di implosione. Il cattolicesimo non è stato cacciato dalla cultura: si è reso estraneo. Ha smesso di intercettare le domande vere delle persone: sull’affettività, sul corpo, sulla giustizia nelle relazioni, sul senso del vivere insieme. L’amaro raccolto si è creato con la disattenzione verso la realtà. E non si creda sia solo questione di aggiornare il linguaggio: è questione di aprire gli occhi e di innamorarsi del bene che c’è e di provare a salvarlo, a rilanciarlo. Occorre resistenza: resistenza verso tutto ciò che spegne le domande più scomode, verso ciò che ci suggerisce di essere più obbedienti che intelligenti, più integrati che lungimiranti. Questo è quanto ci auguriamo con creatività e dedizione si impegneranno da oggi a fare don Riccardo e don Pietro qui a San Fermo.
