Raccogliere e intrecciare voci

Verso il Bilancio di missione pastorale

Un cammino ecclesiale condiviso

La Diocesi di Verona ha avviato in questi mesi il percorso che la porterà alla pubblicazione del suo primo Bilancio di missione pastorale.

Non si tratta semplicemente di una raccolta di dati statistici, né di un adempimento amministrativo, ma del desiderio di restituire a tutti il volto delle nostre comunità: il volto concreto, quotidiano, spesso silenzioso, ma straordinariamente fecondo per tutti. Non è, quindi, un documento tecnico fine a se stesso, ma un atto di comunione e di corresponsabilità ecclesiale.

Un cammino, per alcuni aspetti, pionieristico e profetico intrapreso per volontà del vescovo Domenico Pompili. Il percorso è stato presentato tra febbraio e marzo al Consiglio di Curia, al Collegio dei Vicari e al Consiglio presbiterale, raccogliendo la collaborazione e i preziosi suggerimenti di tutti: si tratta, quindi, di un cammino ecclesiale condiviso, espressione di una responsabilità comune.

Il desiderio è quello di rendere visibile il bene che lo Spirito suscita nelle comunità parrocchiali e in quella diocesana, di riconoscere i frutti generati nell’annuncio, nella prossimità, nella cura delle relazioni e nella sostenibilità della vita pastorale. In questa prospettiva, la rendicontazione non è riducibile a un’esposizione di numeri, ma diventa l’occasione per passare dalla gratuità “al senso di gratitudine comunitaria” per i nostri presbiteri, i laici impegnati e tutti coloro che animano le comunità cristiane, oltre che per la trasparenza e il discernimento.

Il percorso è fondato sul metodo Ethical Social Report ADOA, messo a punto dall’Associazione Diocesana Opere Assistenziali con la collaborazione scientifica dell’Università di Verona (Dipartimento di Management). Il processo è volutamente inclusivo e fondato sull’ascolto.

L’obiettivo non è costruire un documento “dall’alto”, ma raccogliere e intrecciare le voci delle parrocchie, dei servizi diocesani, delle realtà associative, delle opere e dei servizi presenti nel territorio: in questo modo verrà raccontata la propria vitalità, la creatività pastorale, la generosità dei volontari, le collaborazioni attivate e i segni di bene comune generati nei diversi contesti.

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