In un’ottica di trasparenza e corresponsabilità, dentro il riassetto della Curia iniziato nell’ottobre 2023, la Chiesa di Verona ha steso il suo primo Bilancio di Missione Pastorale (Bmp). Gli obiettivi sono da una parte di offrire una maggior consapevolezza della ricchezza e della vitalità della Chiesa veronese (soprattutto per coloro che quotidianamente operano per essa) e dall’altra di sostenere ulteriormente il dialogo con i diversi interlocutori sul territorio.
Introduce il vescovo Domenico Pompili: «Nel perimetro del presente lavoro emergono incontri, gesti di cura, relazioni, sofferenze condivise, fiducia ricostruita e speranze riaccese; molto rimane custodito nel silenzio e non potrà mai essere interamente tradotto in dati o parole. Eppure, dobbiamo tentare di riconoscere, raccontare e rendicontare quanto di maggiormente significativo è emerso. La trasparenza, per la Chiesa, non è soltanto per le procedure amministrative; appartiene alla qualità delle relazioni e alla credibilità dell’annuncio perché significa riconoscere che quanto ci è affidato non ci appartiene. Questo documento non intende fissare l’immagine di una Chiesa immobile, ma una comunità viva e aperta alla società». Ha aggiunto il vicario generale mons. Osvaldo Checchini: «Vogliamo guardare la realtà ovvero e fare verità del nostro operare, rendendoci conto delle nostre fatiche e gioiosi di tutto quello che di bene è stato operato».
Alla base del progetto, soprattutto, un lavoro di ascolto, studio e riflessione, secondo il metodo “Ethical Social Report_Adoa”, ideato e realizzato da un gruppo di lavoro congiunto tra il Dipartimento di Management dell’Università e l’Associazione Diocesana Opere Assistenziali di Verona (Adoa), coordinato dal prof. Giorgio Mion, direttore scientifico del processo, e dall’avv. Tomas Chiaramonte. Spiega quest’ultimo: «L’Ethical Social Report Adoa nasce dal desiderio di raccontare servizi e talenti messi a disposizione; è un metodo scientifico, sviluppato grazie alla collaborazione con l’Università di Verona e con l’equipe del prof. Giorgio Mion, e al coraggio e alla lungimiranza di alcuni enti del Terzo settore della rete Adoa. Siamo felici di aver contribuito a generare ascolto, confronto rigoroso, ricerca di un linguaggio comune di trasparenza e corresponsabilità, conoscenza consapevole ad intra e conoscenza trasparente ad extra». Proprio il prof. Mion indica tre criteri fondamentali per guardare a questo bilancio: «La coralità perché hanno partecipato tantissimi attori della vita della Chiesa, dagli uffici alle parrocchie; la significatività dei temi che abbiamo analizzato; la leggibilità del documento con un lavoro profondo anche rispetto ai termini utilizzati.
Gli ambiti
Nel Bilancio di Missione Pastorale 2025 I risultati d’impatto sono presentati ripercorrendo l’organizzazione delle attività diocesane: annuncio, prossimità, servizi generali. Il Focus annuale è dedicato al Giubileo. Il delegato per l’ambito dell’annuncio, don Davide Adami dice: «La Chiesa di Verona è una realtà ancora molto attiva e interessante; siamo consapevoli di essere sbilanciati nell’attenzione verso i ragazzi e i giovani, ma non per nulla la recente Assemblea diocesana ha indicato la priorità della formazione degli adulti. C’è pure una ministerialità diffusa, tra cui quasi 3mila ministri della comunione, focalizzata molto sulla dimensione della fragilità: mancano alcune forme e si tratta di pensarle. Siamo, ancora, una Chiesa attenta alle relazioni e alla testimonianza, con centinaia di persone impegnate nell’evangelizzazione».
La delegata episcopale per l’ambito della Prossimità, Lucia Vantini aggiunge: «La prossimità è una postura soggettiva ed ecclesiale che nasce dal riconoscimento di una vulnerabilità condivisa; è l’orizzonte di una carità che non si separa dalla giustizia e di una cura che non si separa dalla cultura. Per questo ambito è importante parlare di sostenibilità non solo economica, ma nell’orizzonte di portare avanti tutto ciò che di buono è stato tracciato, per esempio in carità, accoglienza e dialogo anche attraverso l’arte e l’impegno sociale».
Roberto Marrella, delegato dell’Area dei servizi generali spiega: «L’area si compone di tre settori abbastanza distinti: risorse economiche e culturali, comunicazione, aspetti legali. Possiamo dire che da un punto di vista economico nel 2025 abbiamo avuto come Diocesi entrate per 10.586.822 e uscite per 9.776.841, con un saldo positivo, quindi, di oltre 800mila euro, frutto dell’impegno di tante persone. Per le parrocchie c’è una differenza in positivo di circa un milione, tra i 33.492.881 di entrate e i 32.278.773 di uscite. Il patrimonio conta, tra l’altro, 43 immobili diocesani utilizzati per l’accoglienza, quasi 700 chiese, oltre 300 canoniche e più di 3mila immobili parrocchiali. Molte e sempre più professionali le attività portata avanti dal Servizio comunicazioni; migliaia le pratiche prese in mano ogni anno dalla Cancelleria, dal Servizio legale e dai vari Uffici. Concluso sottolineando un ultimo dato: circa 5mila volontari che costantemente mettono a servizio anche le proprie competenze in ambito economico».
Ha concluso mons. Ezio Falavegna, moderatore della Curia: «Questo bilancio nasce da un ascolto qualificato e dalla prospettiva di dare continuità in modo da evidenziare le questioni aperte e fare le scelte necessarie. Per noi la sinodalità, di cui questo progetto è un’espressione, vorrebbe essere ispiratrice anche per le istituzioni e le realtà del territorio nella consapevolezza della priorità che hanno le relazioni e dell’efficacia che può avere, rispetto alle richieste, un passare dalla giustapposizione di iniziative a una co-progettazione pur nella propria autonomia e identità di ciascuno».
Scarica il documento del Bilancio di missione pastorale.
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