Nella tarda mattinata di venerdì 19 dicembre il vescovo Domenico Pompili, insieme al vicario generale, al moderatore della Curia e ai delegati episcopali hanno incontrato referenti, incaricati e collaboratori diocesani per il tradizionale scambio di auguri.
L’inizio è stato dedicato alla preghiera con sullo sfondo il Giubileo che si sta concludendo e il Credo niceno-costantinopolitano di cui si festeggiano i 1700 anni, e al centro la lettura evangelica della liturgia del giorno. Ad animarla alcune voci della Cappella della Cattedrale guidate dal maestro Giovanni Geraci.
Il vescovo, commentando il Vangelo con l’annuncio dell’angelo a Zaccaria, si è augurato che la Chiesa di Verona sia sempre feconda perché prima di tutto desiderosa e capace di mettersi in ascolto. In questo orizzonte ha richiamato l’Assemblea diocesana che si svolgerà il prossimo 16 maggio, preceduta da un lungo e ricco cammino. L’ha presentata come un atto di fiducia in un mondo segnato da paura, esitazione, mancanza di rischio. Questo è quello che emerge dall’invito:
“Tu che cerchi una vita autentica, tu che non sei indifferente alla bellezza e alla giustizia; tu che continui ad interrogarti, mai soddisfatto delle dichiarazioni di principio; tu che ti fai carico della generazione dei figli e dei nipoti; tu che sai per esperienza cosa è il dolore e la solitudine; tu che non ti accontenti di rapporti funzionali; tu che sei giovane, adulto, anziano e vivi la crisi della tua stagione di vita; tu donna o uomo, a cui il presente sembra aver rubato la speranza; tu che hai incontrato Gesù di Nazareth come Signore o che ancora sei in ricerca o nel dubbio… è per te l’Assemblea diocesana”.
Mons. Pompili ha poi specificato: “L’obiettivo di questa convocazione è fare un tratto di strada insieme grazie all’ascolto di tutti, laici e pastori insieme. Ma da solo l’ascolto non basta, se produce solo diagnosi. Ci vuole di vedere ciò che ancora non c’è ed anticipare possibilità anche quando la realtà ci sembra limitata. Alla fine, c’è bisogno di cura, cioè della responsabilità concreta nei riguardi di chi resta ai margini, insieme alla disponibilità a farsi carico dell’insieme, sia in ambito civile che ecclesiale. È vero la chiesa oggi non è più ‘di tutti’, ma è sempre ‘per tutti’“.
Tre termini ha usato per descrivere l’Assemblea diocesana: una esperienza nel senso etimologico del verbo; un esercizio soprattutto di ascolto; un innesco per scelte concrete.
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Dopo alcune considerazioni condivise dai delegati e l’augurio del Vicario generale, il Vescovo ha ringraziato chi ha concluso il proprio servizio negli ambiti diocesani e si è intrattenuto a vivere un momento di augurio e convivialità con referenti, incaricati e collaboratori.
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