Mercoledì 10 giugno alle 20.45 presso l’Audirorium della parrocchia di San Fermo Maggiore, viene proposto l’incontro “Resistenza o resa?” con padre Davide Inczauskis. Ad organizzare il Servizio diocesano di pastorale universitaria e scolastica, la Caritas diocesana, il Centro pastorale immigrati, il Centro universitario San Fermo, il Dipartimento di culture e civiltà dell’Università di Verona. Ingresso dal chiostro: via Dogana 2/a.
Un gesuita tra i centri di detenzioni per migranti negli Stati Uniti interroga i partecipanti sul come porsi rispetto alle ingiustizie del nostro tempo. Prete poco più che trentenne, ha scelto di dedicare la sua vita alla difesa dei poveri ed uno dei 10mila membri della Coalition for spiritual and public leadership (Cspl), a supporto dei migranti detenuti dalla Polizia Federale a Chicago.
Scrive di sè: “L’alleviamento della sofferenza mi porta gioia. Molte delle storie del Nuovo Testamento sono guarigioni. Gesù vede la sofferenza delle persone, e risponde con misericordia, guarigione e liberazione. Quale gioia: essere liberi dalla sofferenza dopo aver provato dolore e difficoltà! Spero di contribuire all’alleviamento della sofferenza in qualche modo piccolo ma significativo come sacerdote, attivista e studioso gesuita”.
Ha raccontato alcuni mesi fa in un’intervista su Verona fedele: «Lo spirito alla base è il desiderio di mostrare il significato della comunione. Perché la comunione riguarda Cristo che è presente nella Chiesa e il cui corpo, come sappiamo, è la Chiesa, ma anche l’Eucaristia. Quindi vediamo che qui l’Ice sta cercando di separare questa comunione. Perché queste sono persone che frequentano le nostre chiese a Chicago, che vengono strappate dalle loro famiglie e dalla tavola eucaristica».
Leggi l’intervista pubblicata su Verona fedele.
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