Uscire per attraversare
«Vieni fuori!», l’invito di Gesù di Nazareth è per Lazzaro, ma è anche per ogni vita che si trova rinchiusa in tante situazioni diverse, che vanno dalle tenebre del dolore alla falsa luce delle prigioni dorate. È questa chiamata che desideriamo porre al centro del nostro cammino quaresimale. Il sottotitolo scelto — Il coraggio di uscire, l’arte di attraversare — intende custodire una tensione che appartiene alla vita cristiana nel suo insieme. Il coraggio è la risposta prima alla grazia: quel movimento del cuore che accoglie la voce del Signore e si lascia destare. L’arte, invece, è la sapienza che matura nel tempo, la disciplina spirituale che trasforma lo slancio iniziale in cammino perseverante. Uscire ma con l’idea di passare all’altra riva, dal dolore alla gioia, dagli errori alle nuove possibilità, dalla morte alla vita. La Quaresima ci domanda entrambe le cose: la disponibilità a lasciarci raggiungere dalla Parola che ci chiama per nome, e la pazienza di apprendere, giorno dopo giorno, il passo dell’attraversamento.
La figura di Lazzaro illumina in modo singolare questo dinamismo. Egli esce dal sepolcro, ma esce ancora avvolto nelle bende, con il sudario sul volto. È vivo, eppure non ancora libero. Non basta uscire. Occorre camminare insieme. Sarà infatti necessario l’intervento della comunità — «Liberatelo e lasciatelo andare» (Gv 11,44) — perché quella vita restituita possa dispiegarsi pienamente. Lazzaro è dunque figura liminale, che nel battesimo si esprime nel già e non-ancora della salvezza.
Peraltro, se il comando del Signore è «vieni fuori», la direzione del movimento non è ripiegamento su di sé, ma apertura al mondo. Uscire dal sepolcro significa essere restituiti alla vita assieme alle altre vite, nello stesso mondo. Per questo abbiamo voluto che la preghiera di queste settimane si intrecciasse con le voci dei missionari e con il volto delle comunità che la chiesa scaligera accompagna in diverse parti del mondo. La metanoia del cuore e la carità verso i più poveri non sono cammini separati: sono l’unico movimento pasquale che ci porta dalla morte alla vita, dalla chiusura alla comunione.
Per ogni giorno del cammino quaresimale, possa la voce che ha chiamato Lazzaro risuonare nelle nostre case e nella nostra quotidianità, suscitando in noi il coraggio di uscire e la sapienza di attraversare. In tal modo anche l’Assemblea diocesana – che negli Esercizi spirituali al popolo (12-14 marzo) con il card. José Tolentino de Mendonça vivrà un momento di intensa risonanza – potrà beneficiare di questo tempo di grazia che apre alla Pasqua.
Domenico,
Vescovo
