“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo: è questa la Parola che, tra le tante, descrive il viaggio vissuto in Thailandia, nel quale siamo stati chiamati a tenere costantemente il cuore aperto a ciò che è “diverso” da noi, per scoprirci così attesi dagli incontri che ricreano continuamente la nostra vita: quelli con l’altro e quello con l’Alto”. A darne testimonianza è Anna Buono, una dei 28 giovani che hanno vissuto l’esperienza di viaggio in Thailandia dal 16 al 30 agosto, accompagnati da don Matteo Malosto e da Chiara Marchesini, volontaria di Young Caritas.
L’iniziativa, promossa dal Centro di Pastorale Adolescenti e Giovani della diocesi di Verona e da Caritas Veronese in collaborazione con Caritas Italiana, è uno dei cinque viaggi estivi di servizio, missione e conoscenza organizzati dalla diocesi per l’estate 2026. In particolare, queste due settimane sono state organizzate anche in collaborazione con la Diocesi di Chiang Mai.
Le Diocesi del Triveneto e quella di Chiang Mai, infatti, sono legate da una storia di amicizia consolidata negli anni, grazie ai sacerdoti missionari fidei donum e a diversi preti thailandesi che hanno approfondito i loro studi in Italia e si sono distinti nelle nostre comunità per la loro fede, l’impegno e la gentilezza. I giovani veronesi hanno proprio avuto la possibilità di conoscere e ricordare la storia di don Giuseppe Berti, storico missionario che è venuto a mancare nel 2017.
“I primi tre giorni li abbiamo vissuti a Bangkok, dove abbiamo potuto iniziare ad entrare nella storia della Thailandia e nella sua cultura; l’accoglienza è stata a dir poco calorosa, con tante sorelle e fratelli che si sono messi a nostra disposizione con il desiderio di farci gustare la bellezza: quella del Creato, dei templi, delle città, del cibo e delle persone. Nei giorni seguenti ci siamo spostati a Chiang Mai e quindi ci siamo divisi in piccoli gruppi per vivere sei giorni in diversi villaggi situati all’estremo nord del Paese: luoghi spesso incontaminati, abitati ancora oggi dalle tribù, gruppi etnici che si contraddistinguono per lingue e costumi antichissimi”.
L’elemento che maggiormente ha toccato i partecipanti è rintracciabile nella condivisione di molteplici momenti di vita con i sacerdoti e gli abitanti di Chiang Dao, Khun Yuam, Mae Sa Riang, Mae La Noi, Samoeng e Huoy Ton Nun: “Abbiamo cercato di vivere questo tempo mantenendo il più possibile il cuore aperto, sia all’altro sia a Dio, che è sempre infinitamente oltre noi, ma totalmente presente. Un modo per farlo è stato quello di celebrare l’Eucaristia tutti i giorni, per lasciarci incontrare, come poveri, dall’Amore”.
I giovani veronesi, inoltre, sono rimasti stupiti dalla fede del popolo thailandese, dalla sua accoglienza e dalla sua generosità: “Anche in luoghi di grande povertà siamo stati raggiunti da uno sguardo di gratitudine, da un piatto di cibo caldo o da una parola di benedizione”.
Terminati i giorni nei villaggi, “ci siamo riuniti per condividere ciò che avevamo vissuto ed entrarvi in profondità: è stato in questo momento che abbiamo notato come, da 28 sconosciuti, siamo diventati gli uni per gli altri fratelli, sorelle, padri e madri, nonostante le diverse provenienze, storie di fede e percorsi di vita”. Sono stati. insomma, giorni preziosi, che sicuramente non rimarranno solo una parentesi nella vita di chi li ha vissuti, dando loro il tempo di essere elaborati e trasformati.
Infine, risuonano ancora potenti le parole che il vescovo di Chiang Mai ha consegnato al gruppo: “Non lasciate che la Thailandia sia soltanto un luogo che avete visitato. Lasciate che sia un luogo dove Dio ha toccato il vostro cuore. E se un giorno la vostra fede si sentirà stanca, ricordate la Parola di oggi: ‘Dio è fedele’. Prima ancora che noi riusciamo a essere fedeli a Lui, Egli è sempre fedele a noi”.
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