domenica 18 febbraio

In sinagoga il dialogo ebraico-cristiano

La riflessione su unità, dialogo e pace

Si è tenuta questa domenica, 18 febbraio, nella sinagoga di Verona la 35° Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo ebraico cristiano.

Figlio dell’uomo potranno queste ossa rivivere è il titolo della riflessione tratta dal libro di Ezechiele tenuta dal rabbino Tomer Corinaldi e dal vescovo Domenico Pompili e ha toccato innanzitutto l’appello all’unità e al dialogo, prime basi per la pace. Erano presenti Laura Testa, pastora della Chiesa Valdese di Verona, Georg Reider, pastore della Chiesa Evangelica Luterana di Verona, e anche l’imam Mansur Baldo della Comunità religiosa islamica italiana.

«Oggi questa terra è un mosaico in cui viviamo insieme come siamo morti insieme» ha spiegato Corinaldi, dopo aver parlato della tragedia della Shoah, rimarcando che l’unità è un passo importante verso la pace sottolineando l’importanza di questa collaborazione tra ebrei e cristiani.

«Le chiese cristiane hanno faticato nel corso della storia a ritrovare l’ebraicità da cui hanno origine» ha rimarcato invece mons. Pompili commentando il passo biblico, «ma oggi – ha aggiunto – questa riflessione anche sulla storia del popolo ebraico è imprescindibile, dobbiamo essere aperti al confronto in un cammino che è esperienza di fraternità verso la terra promessa che è Dio».

 

Fonte Telepace News

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