Avvento 2025

La presentazione dell’immagine

Coltivare l'arte dell'attenzione

L’immagine realizzata dal Servizio diocesano comunicazioni sociali prende ispirazione dal versetto biblico che accompagnerà per la Chiesa di Verona l’Avvento 2025 – “Egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra” (Giacomo 5,7) – e dalle parole del paragrafo 2.2 della Lettera pastorale Sul limite in cui il vescovo Domenico Pompili parla del “coltivare l’arte dell’attenzione“.

Si tratta, stando alle sue parole, di scegliere di rompere la dinamica illimitata della violenza; di fare proprio uno sguardo contemplativo (e non possessivo) sulla realtà; di accogliere la semplice presenza delle cose nella loro alterità e nel loro mistero; di sostare sulla soglia senza profanarla; di non superare il limite che è l’unica via per la bellezza; di sapere attendere e sostare; di amare senza dominare, di guardare senza giudicare, di ricevere e donare senza pretendere.

L’intera scena rappresentata è un invito, proprio, alla contemplazione, alla cura, al rispetto di quel limite da dove può nascere la bellezza: sono temi tipici dell’Avvento e del Natale, con il rimando pure al silenzio, che con delicatezza fa emergere l’altro, e alla luce, che può entrare pure in situazioni apparentemente senza speranza (temi degli anni precedenti).

Il fiore, che risalta per linee e colore, è “il prezioso frutto della terra” che ogni persona “aspetta con costanza“; è il germoglio nuovo che nasce, l’atteso che si rende presente, proprio come il Figlio di Dio nell’incarnazione.

La mano nell’immagine accoglie in una posa che sa di cura e non di frenesia o possesso: può essere quella di una persona umana che si apre all’altro/Altro, ma anche dello stesso Dio, che a sua volta fa spazio all’umano.

Il tipo di attesa che emerge da questa immagine e dal versetto della lettera di san Giacomo è realtà ben diversa dall’apatia o dalla rassegnazione: sa, al contrario, di costanza nelle piccole e nelle grandi cose della vita quotidiana, di desiderio di non tralasciare il proprio impegno giornaliero, di un continuare il proprio cammino verso il Signore che viene, di compostezza nelle proprie azioni e di rispetto dell’altro, di scegliere ogni giorno di essere “pellegrini di speranza” (secondo il messaggio del Giubileo 2025).

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