Domenica 28 dicembre

Grati per il Giubileo

Celebrazione diocesana

La Chiesa di Verona rende lode al Signore per l’Anno Santo 2025. Aperto a livello diocesano domenica 29 dicembre 2024 con la solenne processione dalla basilica di Sant’Anastasia alla Cattedrale dove il vescovo Domenico Pompili ha presieduto la Messa, si chiude domenica 28 dicembre 2025, Festa della Sacra Famiglia.

Celebrazioni solenni sono previste al mattino nelle diverse chiese giubilari presenti in diocesi e nel pomeriggio alle 16 in Cattedrale, presieduta dal vescovo Domenico Pompili che introdurrà così:

Fratelli e sorelle, come un solo popolo abbiamo vissuto insieme l’Anno Giubilare e nel pellegrinaggio diocesano a Roma abbiamo elevato la nostra lode di ringraziamento e la nostra supplica a Dio, unendoci a coloro che spesso non hanno voce davanti agli uomini, ma che il Padre ascolta e riconosce come figli prediletti: i malati, gli anziani, i detenuti, i poveri. Per mezzo dell’indulgenza giubilare il Signore ha fatto fluire un fiume di grazia e di benedizione.

A tutti ha donato la sua speranza e la sua pace, ha irrobustito le mani fiacche, ha rinsaldato le ginocchia vacillanti, ha detto a ciascuno di noi: coraggio, non temere! Rinvigoriti da questa esperienza di misericordia e rinfrancati dall’incontro con lui, oggi come comunità diocesana, mentre rendiamo grazie nell’Eucaristia celebrando la santità della Famiglia di Nàzaret, ci riconosciamo pellegrini di speranza, in cammino verso il Regno dei cieli, bisognosi del perdono di Dio.

Significativo che in tutte queste celebrazioni le offerte raccolte saranno destinate, come segno giubilare, al Fondo permanente per il contrasto all’emergenza abitativa.

Dopo il rito della comunione, in Cattedrale, il canto del Te Deum, sostenuto dalla Cappella Musicale della Cattedrale, esprimerà la lode della Chiesa per quanto ricevuto. Il gesto dell’incenso, offerto dai parroci e rettori delle chiese giubilari, renderà visibile la preghiera che sale a Dio come segno di gratitudine.

Prima della benedizione solenne, tutti i presenti reciteranno la preghiera che accompagnerà l’assemblea diocesana 2026. La chiusura del Giubileo si rivela così non come un punto finale, ma come un’apertura fiduciosa verso il futuro della Chiesa di Verona.

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