Giubileo francescano

Francesco: meravigliosamente imperfetto

Incontro con Fra Francesco Piloni

Mercoledì 4 febbraio si è tenuto l’incontro “Francesco: una chiamata oggi” organizzato presso il Centro pastorale adolescenti e giovani nell’Anno giubilare di San Francesco.

A parlare del santo di Assisi è stato fra Francesco Piloni (OFM), Ministro della Provincia dei Frati Minori di Umbria e Sardegna dal 2020 e per oltre 12 anni responsabile del Servizio Orientamento Giovani (SOG) di Assisi.

 

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Così ha provocato le persone che hanno letteralmente stipato la cappella del Centro:

Francesco è meravigliosamente imperfetto, perché è esattamente come noi. Non c’è un tempo migliore per vivere ma è questo è il tempo per te, in cui puoi mettere la tua unicità e creatività; tutto questo non c’entra nulla con l’essere perfetto, con il non sbagliare mai, con l’avere le risposte; Francesco era un inquieto, un ricercatore, uno che cercava di trovare gusto alle cose, mentre spesso noi facciamo le cose quotidiane senza sapere il senso”.

 

Quindi, è ripartito da una domanda che spesso lo accompagna, ovvero “Perché tutti vanno dietro a Francesco?” e ha indicato le sue sette luci o eredità:

  1. Non si tratta di avere l’ansia di risolvere ma l’inquietudine di iniziare. Francesco chiede al Crocifisso di illuminare le tenebre, che è ben diverso da “eliminarle”: noi non siamo i nostri errori e ciò che non funziona; i nostri punti bui non possono essere eliminati ma possono essere portati davanti alla persona giusta e ricevere luce;
  2. Occorre avere nella vita la giusta postura ovvero lo sguardo posizionato sul cuore, su ciò che è interiore. La svolta inizia quando lavori su di te non sugli altri, quando vigili sul tuo cuore, quando diventi consapevole, quando ti affidi a una guida che ti accompagni, quando passi come Francesco dai sogni di grandezza alla grandezza di un sogno, ovvero quello di diventare uomo secondo Dio;
  3. La scelta giusta è dare il cuore ai miseri. Sono loro, infatti, a tirarci fuori dai nostri egoismi, dall’autocentramento, dai narcisismi, dal bisogno di ritorno d’immagine; i poveri, gli scartati, sono la chiave per rinascere dalla misericordia;
  4. Lo stile da avere è la mitezza (la minorità), che non mette paura a nessuno e permette di costruire ovunque unità; è spogliazione da tutto ciò che non serve, che passa; è quando scegli di non avere ragione, di non schiacciare gli altri; non esistono lupi cattivi ma lupi infelici, soli;
  5. Bisogna prendere consapevolezza che non bastiamo a noi stessi, ma è iscritta in noi la vocazione ad amare totalmente una persona; dopo la nascita, la data più importante della propria vita è quando scopri perché sei nato, perché è bene che tu ci sia, la tua vocazione, il motivo per cui essere felice
  6. Il segreto è concepire la totalità della tua vita come una missione, quella parola che Dio vuole dire con la tua vita, il prenderti cura della persona che è di Dio e che hai accanto;
  7. Fondamentale è lasciarsi sospingere dallo Spirito Santo che ti permette di cogliere la realtà e costruisce qualcosa di nuovo.

La serata si è conclusa, poi, con un tempo di adorazione e di preghiera di lode guidato dai giovani della Pastorale giovanile.

 

 

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