Si è svolto nella mattinata di giovedì 26 febbraio l’incontro dedicato ai quindici anni del progetto Esodo: anni di cammino, di volti incontrati e di storie che hanno trovato una seconda possibilità.
Un momento di restituzione e di riflessione condivisa che ha permesso di raccontare il lavoro di questa realtà, che nel tempo ha saputo costruire percorsi concreti di accompagnamento per persone coinvolte nel sistema penale, mettendo al centro la dignità della persona e la possibilità di ricominciare.
La partecipazione di istituzioni, operatori, volontari e rappresentanti del territorio è riuscita a mostrare concretamente la rete che negli anni è stata costruita unendo le forze e i numeri lo confermano: migliaia di persone accompagnate, percorsi di accoglienza, formazione e inserimento lavorativo, con uno sguardo sempre attento non solo alla risposta ai bisogni, ma alla costruzione di opportunità reali di reinserimento sociale.
Ancor più, le testimonianze hanno segnato la mattinata, toccando i cuori dei tanti presenti. «Non dimenticare ciò che è stato, ma non circoscrivere mai la persona in ciò che ha compiuto. Esodo è l’esempio di questo ideale»: così il vescovo Domenico ha ben descritto l’ottica con cui si svolgono le attività del progetto Esodo, con uno sguardo capace di andare oltre l’errore.
Questi quindici anni rimangono, dunque, un segno concreto di come sia possibile affacciarsi oltre la pena, aprendosi alla responsabilità e alla speranza.
Per approfondimenti e documenti, è possibile visitare la pagina di Caritas Verona.
Dalla reclusione alla libertà: 15 anni di Esodo tra giustizia e speranza
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