Giovedì 12 marzo si è tenuta la prima serata degli Esercizi spirituali diocesani predicati dal card. Josè Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione. Affollata la Cattedrale di Verona, così come molte sono state le presenze nelle parrocchie sul territorio.
Dopo l’invocazione allo Spirito e l’introduzione, il Cardinale ha offerto una ricca riflessione. Partendo dalle parole evangeliche “entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo” (Matteo 6,6) ha voluto delineare una sorta di “coreografia della Quaresima”, come lui stesso l’ha chiamata, indicata proprio dai tre verbi del versetto.
“Entra“: in questo cammino verso la Pasqua si tratta di passare dall’esteriorità all’interiorità, di entrare in casa come il figliol prodigo (a differenza del figlio maggiore), di sostituire in noi l’ascolto della Parola di Dio a quello delle nostre parole. Per fare questo occorre un vero e proprio sforzo: “La Quaresima non è confortevole, è scomoda, ci obbliga a uscire dalla nostra confort zone e a intraprendere un vero e proprio combattimento spirituale“.
“Chiudi la porta“: si tratta di non cercare evasione o modi di scappare, ma di essere se stessi, davanti a Dio con la nostra povertà, sapendo che “Dio vuole amare ciò che noi non amiamo di noi stessi” e che abbiamo il dono di poter incontrare la Sua misericordia e tenerezza, di ritrovare in Lui la nostra dignità.
“Prega il Padre tuo“: Gesù ci ricorda nel Vangelo che non servono tante parole e che la preghiera non è fatta di ragionamenti, ma è “un abbandono filiale allo sguardo di un Padre che ci ama; un affidarsi al Padre e riconoscere che Lui è effettivamente padre e che noi possiamo vivere in una relazione filiale; un lasciar parlare lo Spirito del Padre; un ritrovare i fratelli che com-partecipano di Cristo”.
Appuntamento venerdì sera e sabato sera, con inizio alle 20.30 e conclusione alle 22.15 circa.
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