Nella giornata dell’Epifania del Signore, si è celebrato in Cattedrale il rito di ammissione al diaconato permanente di Antonio Marana e Massimo Carducci, presieduto dal vescovo Domenico.
Antonio Marana è il marito di Monica e vive a Cisano, in canonica. Antonio e Monica sono genitori di tre figli. Oltre all’insegnamento della religione cattolica a Bardolino, sostiene assieme a sua moglie parte della pastorale della comunità, a partire dai ragazzi fino ai gruppi famiglia. Anche il tirocinio di due anni nel percorso verso il diaconato ha avuto l’obiettivo di aiutare i gruppi giovanili: è stato svolto da Antonio a Garda, supportando i ragazzi a sostenersi a vicenda.
Massimo Carducci è il marito di Tiziana, insegnante di tedesco, e lavora come impiegato. Massimo e Tiziana hanno avuto una figlia. Originario di Palermo, vive dai primi anni 2000 a Santa Maria Immacolata (Verona), dove era stato inserito in comunità come ministro straordinario dell’Eucaristia. Massimo ha svolto il tirocinio pastorale di due anni presso la parrocchia dei Santi Angeli Custodi.
In preparazione al rito di ammissione, i quattro coniugi assieme alla comunità dei diaconi, compresi i sei ormai giunti alla soglia del ministero, hanno vissuto nella Casa incontri diocesana di Roverè quattro giorni di esercizi spirituali, meditando sull’enciclica Dilexi Te di papa Leone XIV. “Quando Leone scrive che l’amore al povero non è beneficenza ma Rivelazione – ha affermato don Andrea Brunelli, incaricato per la Comunità formativa al diaconato e per la formazione permanente dei diaconi – arriviamo a capire che nella relazione con il povero entriamo con forza nel mistero di Cristo”. Con il contributo del vescovo di Treviso Michele Tomasi, predicatore d’eccezione, i partecipanti a questa esperienza hanno compreso, dunque, quanto l’amore per il povero sia essenziale.
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