Giovedì Santo

Dio ama sempre per primo

Messa nella cena del Signore

Nell’omelia mons. Pompili, commentando la lavanda dei piedi di Gesù agli apostoli che l’evangelista Giovanni pone, appunto, nell’ultima cena ha detto: «L’evangelista Giovanni gioca sul doppio senso della parola “fine”, per dire che Gesù arriva fino in fondo al suo amore che coincide con la sua morte. Diventa così possibile intuire qualcosa della radicalità dell’amore di Dio. Realtà per noi incomprensibile perché persuasi che spetti all’uomo servire, fare sacrifici, farsi con le proprie mani. In fondo, dietro la domanda esterrefatta di Pietro: “Signore, tu lavi i piedi a me?” si nasconde proprio questa convinzione. Ciò che conta sarebbe quello che fa l’uomo. La lavanda dei piedi, però, non è un gesto di umiltà, ma un segno della grazia. Dio e non l’uomo fa sempre per primo ciò che è necessario e sufficiente alla vita».
Quindi ha ricordato come il suo prendersi cura dei piedi, la parte che la persona tiene più occulta, rivela che «Dio interviene proprio nelle situazioni più scabrose e più nascoste della nostra esistenza». Il Vescovo ha così evidenziato almeno due situazioni in cui ne possiamo fare esperienza, ovvero il limite fisico «quando scopriamo di avere una malattia e sentiamo che ci manca la terra sotto i piedi» perchè sperimentiamo un senso di impotenza e lo scacco che ci dà una passione che ci domina e che ci fa vergognare o nascondere; in entrambi i casi «solo quando ci si arrende all’evidenza dei fatti e non si mentisce più a sé stessi si è in grado di farsi “lavare” da Dio che sempre ci rimette in cammino». Infine, ha spiegato, come la lavanda dei piedi non sia solo un gesto esteriore, ma segno di un processo interiore di purificazione della nostra idea di autosufficienza e dell’immagine stessa di Dio: «Ci rende convinti finalmente del primato della grazia rispetto alla nostra giustizia. In una parola, ha per oggetto la libertà umana, quella libertà ed amore che l’uomo non può garantirsi e che può attendere solo da Dio. Grazie al quale può imparare ad agire gratis et amore Dei».
Mons. Pompili ha quindi lavato i piedi ad alcuni ragazzi e adulti della parrocchia della Cattedrale e consegnato un asciugamano ai 30 ragazzi che il mese prossimo vivranno la Prima Comunione.
Al termine della Messa, il Santissimo Sacramento è stato riposto processionalmente e solennemente nel tabernacolo.

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