Sabato 24 gennaio, in occasione di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e operatori della comunicazione, viene proposto un incontro speciale dalle 10.00 alle 12.00 presso l’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia.
Il programma prevede:
- benvenuto e introduzione di don Luca Passarini, referente Servizio diocesano Comunicazioni;
- intervento di Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione con presentazione del tema per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (19 maggio 2026): Custodire voci e volti umani;
- presentazione e visita della “Biblioteca Naudet, Donne e Fede“;
- riflessione e benedizione del vescovo Domenico Pompili.
Possibilità di parcheggiare presso l’Istituto stesso o presso i Comboniani (vicolo Pozzo, 1).
Il tema della LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (19 maggio 2026)
Il Dicastero per la Comunicazione, nel comunicato del 29 settembre 2025, introduce questa riflessione: “Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’intelligenza artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale. La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana. Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali”.
Quindi, continua: “L’intelligenza artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze”.
Infine, il richiamo: “È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l’alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy). Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito”.
La Biblioteca Leopoldina Naudet
La Biblioteca Naudet, Donne e Fede ha origine con la prima raccolta libraria costituita dalle opere possedute dalla stessa beata Naudet (1773-1834) fondatrice, nel 1816, dell’Istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia.
A partire da questo nucleo di carattere prevalentemente religioso, spirituale e biblico (quasi 2.000 titoli pubblicati tra il 1500 e l’inizio del 1800), nel corso dei decenni si sono aggiunti volumi di teologia, ecclesiologia, patristica e storia della Chiesa, ad uso delle Consorelle dell’Istituto; un’attenzione è sempre stata posta alle pubblicazioni riguardanti la vita religiosa.
Dal 2015 questo patrimonio librario e documentale antico e moderno, che attualmente raggiunge i 10.000 titoli, si sta arricchendo di materiale specialistico interdisciplinare su tematiche riguardanti il rapporto donne e fede, ed è aperto al pubblico.
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