Giovedì 12 febbraio

La scommessa della fede

Cappella della “Casa Comboni” in Verona

Giovedì della V settimana per annum 2026 (Dalle Comboniane)
(1 Re 11,4-13; Sal 106; Mc 7,24-30)
Cappella della “Casa Comboni” in Verona, giovedì 12 febbraio 2026

Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi”. Nel testo marciano è una donna di “lingua greca e di origine siro-fenicia” quella che si getta ai suoi piedi. Come dire, il massimo della diversità, per giunta in un territorio pagano. Di qui il tono scandaloso e duro della risposta di Gesù alla richiesta di guarire la figlioletta: “Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Con l’epiteto cane nell’ambiente giudaico si indicava l’empio o il pagano. La durezza della risposta viene appena attenuata dal vezzeggiativo di cagnolino, ma conferma la profondità del pregiudizio razziale anche nello stesso ebreo di Nazareth. Che però viene travolto dall’audace donna che riprende la sua immagine meschina e la trasforma introducendosi con un fiducioso: “Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli”. Quella donna fa cambiare opinione a Gesù che dinanzi alla sua abilità dialettica e alla sua tenacia argomentativa conclude: “Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia”.

La donna pagana rappresenta la comunità dei pagani venuti alla fede. Ma è pure l’espressione di una reciprocità che allarga l’orizzonte mentale dello stesso Messia di Israele. A riprova di come l’immagine e somiglianza con Dio sia l’uomo maschio e femmina insieme, mai l’uno senza l’altro. Questa riscoperta della identità sessuale nella reciproca differenza non può più essere evitata. Perché soltanto in questa apertura che diventa scontro e incontro è possibile superare pregiudizi culturali e stratificazioni di potere che nulla hanno a che vedere con l’originale intuizione spirituale. La fede sincera è il titolo fondamentale e unico per l’appartenenza alla comunità salvifica. E la fede è la possibilità offerta a ogni uomo e a ogni donna di vivere in libertà davanti a Dio. La scommessa della fede è ritrovare l’originaria immagine e somiglianza con Dio superando tutti gli stereotipi di genere che hanno reso più oscuro e impraticabile il dialogo tra i sessi e smarrendo l’originale e naturale incontro con Dio.

Per questa tua parola, va’”. Così le dice il Maestro prima che la mamma trovi “la bambina coricata sul letto”. La donna siro-fenicia sa poco di Cristo, della sua missione, ma per fede va da Lui e quella fede la salva. Se la fede è sincera, permette a tutti di partecipare ai doni del Regno di Dio. Come la vostra fede che avete vista crescere nella missione che avete vissuto in giro per il mondo sapendo che questa si rafforza donandola nell’evangelizzazione e nella promozione umana. Di questo vi sono grato anche e soprattutto ora che siete tornate a casa qui a Verona dove san Daniele Comboni fece nascere questa scintilla che si è propagata nel mondo e che avete alimentato incendiando del Vangelo dove siete passate.

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