Venerdì 6 febbraio

Dio sceglie i luoghi dimenticati per compiere la sua promessa

Veglia di preghiera contro la tratta di persone

Veglia di preghiera contro la tratta di persone
(Lc 4,16-21)
Tempio Votivo in Verona, venerdì 6 febbraio 2026

«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Che senso ha dire che l’anno di grazia del Signore comincia in un villaggio qualunque della Galilea, chiamata Nazareth? Eppure, è proprio questa la bellezza del Vangelo: Dio sceglie la carne, sceglie il presente, sceglie i luoghi dimenticati per compiere la sua promessa. Ai poveri, il lieto annuncio. Ai prigionieri, la liberazione. Ai ciechi, la vista. Agli oppressi, la libertà. Queste parole, stasera, sono il nucleo del Vangelo e prendono il volto concreto di Gesù ma anche di migliaia di vite, vittime della tratta di esseri umani, una violenza che si accanisce con ferocia particolare su chi è già esposto all’ingiustizia. A finire con più frequenza in queste nuove forme di schiavitù sono infatti le donne (povere, prigioniere, ingannate, oppresse), ma sono anche bambine e bambini, e sono spesso vite migranti. Sono le vite che nessuno reclamerà, persone che il mondo ha già deciso di non vedere.

C’è un libro che dovremmo tutti leggere. Si intitola semplicemente Joy, con la prefazione di papa Francesco. Joy è una giovane donna nigeriana. La sua storia illumina, con drammatica chiarezza, cosa significa essere poveri, prigionieri, ciechi, oppressi nel nostro tempo e ci racconta in modo disarmante come si può finire nella trappola della tratta, per un tragico miscuglio di disperazione e di ingenuità. Joy descrive la strada con parole che dovrebbero toglierci il sonno: “Quando sei sul ciglio della strada, passano in macchina, lanciando acqua sporca e oggetti che possono ferirti gravemente. Ti feriscono ancor più le loro parole volgari e umilianti, le maledizioni. Anche i cani sono pericolosi. Mangiano il cibo che avevi messo da parte; se ti avvicini, per scacciarli, possono ringhiare e assalirti. Non ti rimane che digiunare”.

Per Joy, la svolta arriva attraverso incontri decisivi: un giovane africano che le infonde il coraggio di denunciare, e soprattutto Casa Rut, dove incontra quelle che lei chiama affettuosamente “sister Rita, sister Assunta e sister Nazarena”. È lì che inizia la sua rinascita. Scrive Joy: “Ho spalancato la finestra e ho visto un nuovo sole. Un sole luminoso nel cielo di maggio, che è il nome del mio compleanno. Una città nuova, così diversa da quella che attraversavamo velocemente alle cinque del mattino, spesso era ancora buio, per raggiungere l’angolo di strada che ci era stato assegnato”.

La preghiera che facciamo stasera al Tempio Votivo è che l’anno di grazia del Signore cominci da qui, attraverso le nostre mani amorevoli, i nostri occhi rinnovati, le nostre scelte coraggiose da assumere nel nome di un Vangelo che libera, non opprime, le vite. Allora la Giornata mondiale (dal 2014) di preghiera e riflessione contro la tratta di persone avrà ottenuto il suo scopo.

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