L’immagine realizzata dal Servizio Comunicazioni Sociali diocesano prende ispirazione dal versetto biblico che accompagnerà la Chiesa di Verona nella Quaresima 2026 – “Lazzaro, vieni fuori!” (Giovanni 11,43) – e dal tema di questo anno liturgico-pastorale con il richiamo al limite, ampiamente analizzato nella lettera pastorale pubblicata dal vescovo Domenico Pompili nella Festa della Madonna del popolo (8 settembre 2025), ma anche al silenzio e alla luce, oggetto delle riflessioni nei due anni precedenti.
La scena riprende l’immagine già presente nella copertina della lettera pastorale con una porta da cui entra la luce, in un ambiente che si presuppone avvolto dal silenzio. Davanti a questa porta si trova un bambino alle prese con le sue paure, la sua solitudine, i suoi dubbi, il suo ripiegamento su di sé, ma anche con quelle speranze e desideri che, vivi dentro di lui, gli permettono di avvicinarsi e alzare lo sguardo verso quella luce intensa e accogliente: la luce del Risorto lo attende oltre la soglia. Così, il silenzio si lascia inondare dalla voce di Cristo che chiama il suo nome per restituirlo alla vita.
A raggiungere il bambino è, poi, un fascio colorato, composto da una molteplicità di puntini; il protagonista è invitato avere coraggio – che il vescovo Domenico Pompili nell’introduzione alla Quaresima descrive come “quel movimento del cuore che accoglie la voce del Signore e si lascia destare” – e a diventare grande ovvero ad avere “la pazienza di apprendere, giorno dopo giorno, il passo dell’attraversamento”.
L’incontro tra lo sguardo del protagonista e la luce che lo accarezza è così immagine di quel movimento reciproco necessario alla salvezza.
Con il coraggio e con la scelta di attraversare quella porta, il bambino può aprirsi al mondo, riscoprire i fratelli e le sorelle, entrare nella comunità, accogliere e vivere relazioni amicali a partire dalla relazione rinata e ritrovata con Dio.
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