Riflessione nella preghiera iniziale dell’Assemblea
Apocalisse 21,1-3
Palariso di Isola della Scala, sabato 16 maggio 2026
«Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5) è detto in un frammento del libro che sigilla la rivelazione neotestamentaria. Non dice: “farò”. E neanche: “avrei voluto fare”. Dice piuttosto: “Ecco, io faccio”.
Questo “fare” è in atto. L’assemblea di oggi — con i suoi voti, le sue proposizioni faticose, le sue scelte ancora da compiere — è dentro quel presente. Il futuro si fa strada perché porta già in sé una promessa: Dio abita il mondo con noi, asciuga le nostre lacrime, ci raccoglie — diversi, fragili, incompiuti — attorno a una stessa tavola, dentro una stessa casa comune.
Non come folla, ma come comunità. Non come individui, ma come sorelle e fratelli.
