Mercoledì 16 settembre

Romano Guardini: un dialogo tra teologia, filosofia e letteratura

Incontro all'Auditorium San Fermo

Mercoledì 16 settembre alle 20.30 l’Auditorium San Fermo di Verona ospiterà l’incontro “Romano Guardini. Un pensatore al crocevia tra teologia, filosofia e letteratura“, promosso dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona.

L’evento prende avvio dalla pubblicazione del volume “Scritti di estetica, letteratura, arte (Morcelliana, 2026)“, tomo dell’Opera Omnia di Romano Guardini, e si propone di approfondire l’attualità del pensiero del filosofo e teologo italo-tedesco.

La serata si aprirà con i saluti istituzionali della prof.ssa Valentina Moro, direttrice del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, e del prof. Giorgio Erle, membro del Centro RGM dell’Università di Verona, cui seguirà l’intervento del vescovo Domenico Pompili.

Il cuore dell’incontro sarà il dialogo tra il prof. Giampiero Moretti, curatore del volume, e la dott.ssa Giulia Battistoni, traduttrice dell’opera, che si confronteranno sui temi del libro in una conversazione moderata da don Riccardo Bodini e don Pietro Busti, responsabili del Centro Universitario San Fermo.

 

 

L’appuntamento vede il patrocinio del Servizio di pastorale universitaria e scolastica della Diocesi di Verona, del Centro Universitario San Fermo, del Centro Ricerche di Gnoseologia e Metafisica dell’Università di Verona e della Casa Editrice Morcelliana.

Un’occasione di confronto sul lascito intellettuale di Guardini e sulla sua capacità di offrire ancora oggi strumenti di interpretazione della realtà, attraverso un pensiero che coniuga fede, storia e cultura.


 

 

Nato a Verona nel 1885 e cresciuto in Germania, Romano Guardini è stato una delle figure più influenti del pensiero europeo del Novecento. Filosofo, teologo ed educatore, ha riflettuto sui grandi temi della modernità – il rapporto tra libertà e potere, tra tecnica e spirito, tra fede e cultura – formando generazioni di studenti e intellettuali.

Letto e ammirato da personalità quali Hannah Arendt e Joseph Ratzinger, fu tra i principali ispiratori del movimento di riforma liturgica che avrebbe preparato il terreno al Concilio Vaticano II.

La sua opera rappresenta il tentativo di pensare l’incontro tra la fede cristiana e la concretezza del mondo, della storia e dell’esperienza umana.

 

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