La comunità cattolica della città di Verona ha celebrato nella serata di domenica 7 giugno la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Corpus Domini). Così ha introdotto la Messa nella Cattedrale, il vescovo Domenico Pompili: «La festa del Corpus Domini nasce per celebrare in modo gioioso e solenne il fatto che nell’Eucaristia, cioè nel pane e nel vino che condividiamo come comunità cristiana, il Signore è presente davvero. Talora questo segno così forte rischia di apparire sbiadito perché siamo diventati incapaci di viverne le premesse: pronti a rivendicare più che a benedire, a parlare più che ad ascoltare, chiusi nel nostro piccolo “io” invece di aprirci alla comunità. Oggi vogliamo andare oltre i nostri limiti ed uscire addirittura per le strade a dare testimonianza che la festa della vita è possibile solo insieme a Lui perché solo Lui ci fa uno senza cancellare le differenze».
A concelebrare con mons. Pompili, l’arcivescovo Rino Passigato, il Capitolo canonicale, i Parroci e Presbiteri del Vicariato di Verona Centro. Al loro fianco, a gremire la Cattedrale, molte persone consacrate e laici delle comunità cittadine e non solo, insieme ai ragazzi che hanno vissuto nei mesi scorsi la Prima Comunione nella parrocchia della Cattedrale e alla rappresentanza delle Autorità cittadine.
Nell’omelia, il Vescovo partendo dal brano del Deuteronomio (8, 2-3.14b-16a) proposto come prima lettura della liturgia ha evidenziato come ogni persona non ha solo fame e sete di cose materiali, ma della dimensione di Dio. A questa, il Maestro risponde nel brano evangelico (Giovanni 6, 51-58) con l’invito sconcertante a mangiarlo: «Il verbo usato è addirittura “masticare, mordere, triturare”: tanta crudezza per dire che il rapporto con lui è coinvolgente, reciproco, tale da trasformarci in quel che mangiamo». Facendo risuonare infine le parole dell’apostolo Paolo (1Cor 10,16-17) ha continuato: «La nostra fame individuale — quel desiderio di vita piena che ciascuno porta — non si salva da sola, ma si incontra con la fame degli altri e diventa comunione». Da qui un’importante sottolineatura e invito: «L’apparizione delle prime comunità cristiane che stabiliscono vincoli egualitari e fraterni fra diversi e sconosciuti è una provocazione che arriva fino a noi ogni domenica. A noi sta di continuare il suo gesto in memoria di Lui per ritrovare della vita il sapore».
Al termine della Messa è iniziata la processione eucaristica accompagnata da canti, preghiere e dalla musica del Corpo bandistico di Sommacampagna. Dietro la croce i bambini della Prima Comunione che hanno sparso i fiori, le religiose e i religiosi, i diaconi permanenti e i sacerdoti; dietro al baldacchino con il SS. Sacramento i Cavalieri di Malta e i Cavalieri del Santo Sepolcro, le Autorità cittadine, la banda musicale e i fedeli.
Si è arrivati solennemente alla Basilica di Sant’Anastasia, e la Benedizione Eucaristica, preceduta da un momento di adorazione.
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