Caritas diocesana

Per fare meglio il bene

Riorganizzazione per le nuove sfide

Cambiare per migliorare, riorganizzare per “produrre” meglio il bene: è questo l’obiettivo che si è data la Caritas diocesana con una riforma di se stessa che vuole rispondere più efficacemente alle sfide presenti e future che le si parano davanti. Un “lifting” organizzativo che è anche sostanziale, come è la revisione di un motore che permetta di correre più velocemente.

In questo contesto si inserisce la creazione di una fondazione di religione (“Fondazione Caritas Veronese”) con un ramo operativo di impresa sociale, ente del Terzo settore. Questo fa cambiare la precedente struttura che si imperniava su due associazioni – la San Zeno odv e la San Benedetto odv – e poi con la cooperativa sociale Il Samaritano: tre realtà che oggi confluiscono in un’unica entità, appunto la Fondazione.

Questa avrà quindi varie aree di competenza, nel solco di quanto è stato fatto finora (e si continuerà a fare), ma l’indirizzo generale sarà dato da un Consiglio direttivo che vede tra le sue fila sette persone nominate dal Vescovo di Verona: il presidente don Matteo Malosto; due delegati episcopali (Lucia Vantini, dell’ambito della Prossimità; Roberto Marrella, dell’Area Servizi generali); Andrea Marconi, presidente della Fondazione Banca Popolare di Verona; l’avvocata civilista Lucia Vesentini; l’avvocata Francesca Briani; il prof. Giorgio Mion quale vicepresidente, uno dei maggiori esperti del Terzo settore in Italia.

La Fondazione avrà poi sei Aree operative: quella dell’Accoglienza, dedicata alla grave marginalità, sarà seguita da Marco Zampese, che si occuperà anche di rifondare le attività di inserimento lavorativo; Barbara Simoncelli sarà la responsabile dell’Area Sviluppo e coordinamento di comunità, per accompagnare le Caritas parrocchiali; dell’Area Abitare si occuperà Elisa Castioni; l’Area Giustizia sarà affidata ad Anna Boscaini; quella dell’Immigrazione a Gianni Tomelleri; infine, l’Area Servizi Generali sarà appannaggio di tre figure: Laura Bonora si occuperà della sezione Amministrazione e progetti, Anna Boscaini delle Risorse Umane e Anna Bonamini curerà volontariato e donatori.

Insomma un Cerchio di coordinamento che dovrà produrre idee, progetti, attenzione ai bisogni. Il tutto sarò “vagliato” da un organismo di controllo composto dall’avv. Silvia Zenati, dalla commercialista Tatiana Bianchetti e dall’economo diocesano don Nicola Moratello.

Una riforma voluta e ideata a Verona, ma seguita passo dopo passo dalla Caritas nazionale. S’incentra su un cardine: Caritas è pienamente parte della Chiesa di Verona; al bando chi la scambia per una pur lodevole ong a se stante.

Il coordinamento fattuale sarà quotidiano, la gestione economica si aggancia strettamente con l’economato della Curia; i quasi 90 dipendenti e i quasi 3mila volontari avranno a disposizione una realtà che si vuole efficace per gestire le tante sfide future, nell’ottica di «fare bene il bene», come dice don Matteo Malosto, che ci tiene a ringraziare a nome dell’intera organizzazione «tutte quelle persone che nel corso di questi anni hanno lavorato con noi e creato questa realtà con cui la Chiesa di Verona mette in pratica la carità».

Tutti i passaggi giuridico-amministrativi si compiranno prima dell’estate ma intanto Caritas inizia già da novembre a operare in modo nuovo.

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