Lunedì 19 ottobre

Ripartire dal volto dell’altro per costruire la pace

Verso Poeti Sociali

«La pace si costruisce osando guardarci gli uni gli altri in volto»: così ha affermato Roseline Hamel che, insieme a Nassera Kermiche, ha raccontato la vicenda di straordinario perdono e amicizia lunedì 19 ottobre in una chiesa di San Bernardino piena di persone che si sono emozionate e hanno applaudito con grande partecipazione. La vicenda era salita all’attenzione della cronaca internazionale: il 26 luglio 2016 due giovani jihadisti francesi, Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, entrano nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino a Rouen in Normandia, mentre veniva celebrata la Messa: presero in ostaggio i presenti, ferirono gravemente un parrocchiano e uccisero padre Jacques Hamel, 85 anni; gli attentatori furono poi uccisi dalle forze dell’ordine mentre uscivano dalla chiesa mentre lo Stato Islamico rivendicò l’attentato.

 

 

Quello che è successo dopo l’hanno raccontato le due protagoniste della serata. Roseline Hamel ha iniziato: «Con la morte di mio fratello avevo deciso di lasciarmi andare ma dalla conversazione con Dio, fatta non sempre con parole gentili, è emersa in un anno la consapevolezza che non potevo lasciare che la sofferenza mi schiacciasse. E proprio nella preghiera ho colto che c’era una persona che soffriva più di me: questa madre. Ho trovato il modo di mettermi in contatto; si sono susseguite telefonate per 6 mesi e, poi, alla mia proposta sull’incontrarci mi sono sentita rispondere: “Signora, l’aspetto da tanto tempo”».

Continua proprio Nassera Kermiche: «All’inizio ero arrabbiata e temevo che tutta la mia famiglia sarebbe stata eliminata dal dolore, anche per i messaggi violentissimi su Internet; dovevo resistere per i miei altri figli e non avevo diritto di lasciarmi andare. Insieme abbiamo ritrovato la pace e sento di aver perdonato pure mio figlio, mentre spero tanto che Dio lo perdoni».

Insieme hanno ricordato come gli atti violenti generino solo odio, mentre per essere fautori di giustizia e pace occorre fede, speranza e il coraggio di guardarsi in faccia.

Si continuerà a parlare di pace e dell’importanza del volto dell’altro durante la rassegna “Poeti sociali” (21-25 ottobre) sul tema “Pace, volto dell’umano”.

 

 

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