XVIII domenica per annum (A)
(Is 55,1-3; Sal 145; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21)
Chiesa della Madonna della Fraternità in Verona, domenica 2 agosto 2026
“In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte”. La morte del Battista suscita una eco profonda in Gesù che reagisce ritirandosi da tutti. Gesù non fugge di fronte al vuoto in cui consiste il lutto per la perdita dell’amico, non si stordisce, ma nella solitudine tenta di comprendere quel che è accaduto. Anche Kiko [Argüello] alla scomparsa di Carmen [Hernández] avrà sostato in silenzio e a lungo. La loro non è stata una relazione qualsiasi. Kiko stesso lo chiarisce: “Io e Carmen non siamo sposati, né stiamo insieme, né abbiamo mai provato alcun affetto di quel genere. Siamo compagni di evangelizzazione. Dio ci ha uniti per una missione, che mi piaccia o no”. C’è stato, dunque, qualcosa che li ha uniti, al di là delle differenze: Carmen più grande, benestante, colta; Kiko artista, squattrinato, brillante. Eppure l’evangelizzazione li ha uniti e li ha resi fondatori di un Cammino che si sarebbe esteso in tutto il mondo.
La moltiplicazione dei pani ci aiuta a scoprire il dono, anzi il “per-dono” che è stato il “Cammino” per tanti di voi. Il testo evangelico non va letto in chiave simbolica o in chiave miracolistica. Il suo fuoco sta in una affermazione del Maestro che disorienta i suoi discepoli. Questi vorrebbero risolvere il problema della fame della gente andando a “comprare” del pane. Gesù cambia loro la prospettiva. Ci sono due verbi che esemplificano queste due diverse prospettive: “comprare” e “dare”. “Comprare”, dicono gli apostoli. Ed è la nostra mentalità: se vuoi qualcosa, la devi pagare. Non c’è nulla di scandaloso, ma solo l’illusione che tutto si regga sull’equilibrio del dare e dell’avere. In questo sistema chiuso, Gesù introduce un verbo nuovo: “Voi stessi date loro da mangiare”. Cioè non tanto vendete, scambiate, prestate, ma semplicemente “date”. “Comprare” crea fortunati e sfortunati, alcuni con molto e molti con niente. Condividere rende possibile l’impossibile e trasforma la necessità in gratuità. Non è forse quello che avete sperimentato lungo il Cammino? La forza di questa esperienza è stato il per-dono ricevuto e concesso agli altri. Così avete superato quell’uggia di vivere che vi tormentava.
Carmen di questo cammino non è stata una figura decorativa. Carmen scopre il Cristo vivente nella piccola fraternità di baraccati raccolta intorno a Kiko, tutta fatta di gente misera, dove si sperimenta una vera comunione e si legge la Bibbia come una parola rivolta personalmente da Dio a ognuno; Kiko viene a contatto con la preparazione teologica di Carmen, con la sua passione per il rinnovamento in atto nel Concilio Vaticano II, con la sua conoscenza della liturgia e della Scrittura, con il suo slancio missionario. Da quell’incontro nasce il Cammino neocatecumenale. Scrive ancora Kiko nella sua lettera: “Carmen è stata per me un avvenimento meraviglioso: la donna, il suo genio grande, il suo carisma, il suo amore per il Papa e, soprattutto, il suo amore alla Chiesa”. Per questo oggi, 10 anni dopo, siamo qui a dirle grazie!
