Mercoledì 8 luglio

La via di una rinnovata vicinanza

Incontro educatori seminari Lombardia a Maguzzano

Mercoledì della XIV per annum 2026 (Incontro Educatori Seminari Lombardia)
(Os 10,1-3.7-8.12; Sal 105; Mt 10,1-7)
Abbazia di Maguzzano, mercoledì 8 luglio 2026

Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità”. Come i capitoli di poco precedenti (8 e 9) dell’evangelo di Matteo hanno narrato l’attività liberatoria e risanatrice di Gesù, così Cristo trasmette agli Apostoli il suo potere. Al Messia – con buona pace dello storico Alfred Loisy, per il quale “Gesù ha annunciato il Regno ed è venuta la Chiesa” – succede la comunità messianica. Ma resta invariabilmente presente e operante il potere messianico di liberazione dell’uomo. Occorre ritrovare questa connotazione del servizio che è legato anche a concreti processi di liberazione dal male, in particolare dal “male di vivere”. Verrebbe da chiedersi: quanto spazio diamo alla conversazione “faccia a faccia”, quanto usciamo per incontrare, per incontrarci? Che rilievo ha nel quotidiano il tempo speso per avviare dialoghi e quanto per fare opere di manutenzione delle strutture pastorali o fisiche? Nessuno è immune dal rischio di sacrificare la conversazione sull’altare dell’efficienza. La via di una rinnovata vicinanza, tra noi e coloro che ci sono affidati è, peraltro, un modo di rigenerarsi, di evitare quella stanchezza che rende funzionale, ma vuota di senso l’azione pastorale.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo…”. È interessante che la chiamata non prende un blocco, uno stock di persone, ma un certo numero, nel caso dodici, quindi qualcosa di strutturale e però con un rapporto personale. Sono nominati i singoli perché hanno un rapporto personale con Gesù. Poi è pure interessante che sono detti a coppie. Allora il nome dice non solo il rapporto personale con Dio, ma anche il rapporto che vige tra i due, quindi è un rapporto di fraternità. Sono inviati, a due a due. Infine, colpisce che non sono scelti per qualità intellettuali o particolari carismi. Si tratta di gente normale: pescatori e peccatori, terroristi, faccendieri. Come squadra poi è abbastanza impossibile. Ci sono come tre sottogruppi: Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni: gli intimi. Poi nel secondo gruppo ci sono Filippo, Bartolomeo, Tommaso e Matteo: i più affini ai giudei. Infine, nel terzo gruppo: Giacomo, Taddeo chiamato Giuda, Simone e Giuda Iscariota, i più giudaizzanti.

Non andate fra i pagani e… strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino”. Gesù si è rivolto ai suoi con qualche puntata in terra pagana. Si è limitato ad Israele. Toccherà poi a Paolo aprire ai pagani. Alla ‘radice santa’ che è Israele ha fatto poi seguito il mondo greco-romano. Anche noi dobbiamo fare lo stesso, aprendoci ai cosiddetti lontani, ma “cercatori” (seekers). E questo lo faremo “strada facendo”, cioè camminando, insieme ai nostri contemporanei. Cioè, non recapitando un messaggio come fossimo Amazon (sic!), ma stando a contatto con ciascuno per rendere partecipi della presenza di Dio, secondo le parole sferzanti di Osea: “Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà; dissodatevi un campo nuovo, perché è tempo di cercare il Signore, finché egli venga e diffonda su di voi la giustizia”.

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