«L’accesso alla casa è una delle principali emergenze sociali di Verona e provincia, per l’aumento di costi sia per l’affitto che per l’acquisto»: così ha affermato don Matteo Malosto, direttore Caritas diocesana veronese nella conferenza stampa tenutasi in Vescovado per fare il punto su questa situazione. «Alla base, la scarsità di immobili disponibili per la locazione di lunga durata: molti proprietari preferiscono il mercato degli affitti brevi a scopo turistico, molto diffuso nel centro storico di Verona e nei comuni che affacciano sul lago di Garda». Il 17% delle persone incontrate dai Centri di ascolto Caritas nel veronese (su un totale di oltre 11mila) presenta primariamente problemi proprio in ambito abitativo (+2% rispetto al 2024).
Gli interventi Caritas diocesana
Nel 2025 Caritas diocesana ha accolto 573 persone nelle sue strutture e supportato più di 800 famiglie con interventi volti al mantenimento della propria abitazione, facendosi carico, in particolare, del pagamento delle utenze e di rate d’affitto. «Nell’Avvento del 2025, come frutto del Giubileo – ha ricordato il direttore Malosto –, il vescovo Domenico Pompili ha disposto la creazione del Fondo permanente per il contrasto all’emergenza abitativa: sono stati raccolti ad oggi 210.000 €, grazie a enti, parrocchie e privati. Di questi, 24.000 euro sono già stati impiegati in interventi diretti, per il supporto al pagamento di affitti arretrati e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili da destinare all’accoglienza».
Nuove progettualità
Elisa Castioni, responsabile dell’Area Abitare di Caritas diocesana veronese, ha introdotto «tre nuove progettualità legate al Fondo, nella linea dell’accompagnamento verso una ritrovata autonomia e serenità delle persone, stando lontani da una logica di assistenzialismo. La prima vede Caritas farsi garante del pagamento dell’affitto, in modo da creare autonomia nella persona fragile, predisporre fiducia nel locatario e favorire la rimessa sul mercato almeno parte del patrimonio immobiliare privato oggi sfitto per timore della morosità e dei danni conseguenti; la seconda propone interventi mirati di sostegno a famiglie in difficoltà temporanea; la terza è volta alla riattivazione di immobili per l’accoglienza attraverso la presa in gestione da parte di Caritas di immobili e alloggi non utilizzati, di proprietà delle parrocchie, di enti o di privati».
Una strada comune
Mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona e presidente di Caritas diocesana veronese, ha ricordato le parole di papa Leone XIV all’incontro giubilare con i movimenti popolare dove ha affermato che «terra, casa e lavoro sono diritti sacri, per cui vale la pena lottare insieme. Visti dalla parte dei ricchi non sembrano priorità e appaiono richieste superate, ma visti dalle periferie sono le fondamenta. Noi abbiamo pensato a questo progetto partendo dalle periferie, che sono oggi una fascia alta della popolazione. Non saremo noi a risolvere il problema dell’housing, ma vogliamo portare un’opera segno, un’iniziativa che grazie all’aiuto di tutti ci dia una direzione, una prospettiva da seguire».
Luisa Ceni, assessora ai Servizi sociali con delega alle politiche abitative, ha accolto con gratitudine questo impegno di Caritas e sottolineato come ci sia oggi una grande richiesta sull’abitare: «Come Comune di Verona abbiamo fatto già un primo progetto dedicato agli under 35. Ora stiamo pensando a progettualità per i lavoratori stagionali, per gli anziani, per le gravi marginalità. Avere un partner come la Diocesi che ha una visione su tutta la provincia è per noi fondamentale perché garantisce uno sguardo d’insieme su una situazione che non si può risolvere da soli».
Per ulteriori dati e informazioni sull’emergenza abitativa, è possibile consultare gli aggiornamenti di Caritas in merito al fondo permanente istituito.
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