Venerdì 12 dicembre

L’arte educa al fatto che esistono realtà prive di scopo, ma ricche di senso

Presentazione libro "La Torre e il Palazzo abbaziale"

Presentazione libro di Fabio Coden e Silvia D’Ambrosio, San Zeno Maggiore a Verona. La Torre e il Palazzo abbaziale, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2025, pp. 656
Basilica di San Zeno Maggiore, venerdì 12 dicembre 2025

Secondo la filosofa S. Weil “l’uomo vive in tre modi: pensando (il vero), contemplando (il bello), agendo (il bene)”. Il bello, in particolare, educa e trasfigura la vita. Lo fa però senza concetti e senza precetti, per immersione, in una esperienza che ci fa uscire da noi, allarga gli orizzonti e poi ci fa rientrare in noi stessi, riconciliandoci con la parte migliore di noi.

Come scriveva Romano Guardini – un veronese di nascita da cui non dobbiamo mai allontanarci se vogliamo comprendete il tempo che viviamo – “l’arte non ha uno scopo istruttivo, non mira ad insegnare determinate verità o virtù”.

In un’epoca dove regna la strumentalità e l’azione è orientata a scopi utilitaristici e dove la pedagogia implicita è “tutto ciò che non ha scopo non ha senso” (che tradotto in concreto vuol dire “tutto ciò che dà un vantaggio è sensato”), l’arte educa al fatto che ci sono cose che hanno senso, pur senza avere uno scopo. Lo scopo, infatti, è ciò che produce un effetto “fuori di sé”, il senso invece è ciò che “riposa in te”.

L’arte educa, dunque, al fatto che esistono realtà prive di scopo, ma ricche di senso! Un senso che – come fa egregiamente questa monumentale opera che descrive la Torre abbaziale all’interno dello straordinario complesso architettonico di San Zeno – possiamo solo contemplare e non possedere.

La bellezza alla fine educa a non essere idolatri.

E vi pare poco?

condividi su