Inaugurazione chiesa S. Stefano a Verona dopo restauri
(2 Tm 3,10-16)
Chiesa di Santo Stefano in Verona, venerdì 5 giugno 2026
“Figlio mio, tu mi hai seguito da vicino”. La Seconda lettera a Timoteo da cui è tratto il frammento ascoltato fa parte dell’ultima lettera scritta da Paolo. Questi si trova in carcere a Roma e vive l’ultimo tratto della sua vita come un passaggio di testimone al suo giovane discepolo. Dei suoi innumerevoli collaboratori, Timoteo è quello che gli è rimasto sempre accanto per il suo carattere mite e non contundente e forse questo ha perfino addolcito il suo carattere ruvido. A partire da queste parole affettuose che riconoscono a Timoteo la sua vicinanza continua, Paolo fa il suo autoritratto prima di passare a quello del giovane pastore.
Nella sua autobiografia Paolo enumera ben nove caratteristiche che lo distinguono dagli uomini empi degli ultimi tempi: la prima è l’insegnamento, poi la condotta, i propositi, la fede, la magnanimità, l’amore del prossimo, la pazienza, le persecuzioni, le sofferenze. Le prime tre si riferiscono al suo modo di insegnare; le quattro che seguono sono piuttosto atteggiamenti morali; infine, ci sono due situazioni: persecuzioni e sofferenze.
Il ritratto di Timoteo è presto detto: “Rimani saldo in quello che hai imparato”. Timoteo è saldo per quello che ha appreso dalla famiglia, dalla nonna, dalla madre, dal suo maestro; è saldo per la conoscenza profonda delle Scritture che gli consente di affrontare i momenti difficili e pericolosi. Al tempo stesso l’anziano pastore incoraggia il giovane alla perseveranza che gli consentirà di insegnare, convincere, correggere ed educare, nonostante i tempi calamitosi e la presenza di uomini empi.
L’autoritratto di questa chiesa di S. Stefano potrebbe prendere a prestito alcune delle caratteristiche evidenziate. Di sicuro la stabilità, per cominciare, perché la chiesa di S. Stefano ha resistito nel corso dei secoli ad eserciti, terremoti, inondazioni, pestilenze. Poi viene il suo insegnamento che è dato non solo dalla sua robusta torre campanaria, ma anche dalla sua semplicità stilistica che la impone all’esterno al passante. Infine, ecco la fede che traspare nel suo interno misterioso e affascinante dove la luce è la forza segreta di un tempio che si colora a seconda delle ore del giorno. A riprova di quello che un tempio rappresenta: uno spazio per evocare un tempo verticale che ci ricongiunge alle nostre segrete aspirazioni e ai nostri inconfessati desideri.
