Martedì 2 giugno

La ‘ragion di Stato’ non può oltrepassare la coscienza

Festa della Repubblica – Scout Agesci

Chiesa di Santa Croce in Verona, martedì 2 giugno 2026
(2 Pt 3,11b-15a.17-18; Sal 89; Mc 12,13-17)
Martedì della IX settimana per annum (Festa della Repubblica – Scout Agesci)

Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono”. Di fronte al tentativo di metterlo in difficoltà davanti a tutti, Gesù non si lascia incastrare e guadagna tempo facendosi mostrare la moneta romana. Così facendo lascia intendere che i farisei e gli erodiani avevano già fatto la loro scelta. Accettando di usare denaro con effigi umane e pagando le tasse con quelle monete, riconoscevano di fatto la supremazia romana. Così smaschera la loro malizia per prendere poi posizione con una frase che è diventata un proverbio: “Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio”. Gesù non mette Cesare e Dio sullo stesso piano perché l’accento cade sulla seconda parte. A precisare che la ‘ragion di Stato’ non può oltrepassare la coscienza. L’uomo, infatti, è superiore ad ogni istituzione e non può essere sacrificato a nulla. Che cosa vuol dire per voi scout questa Parola? Vuol dire almeno tre cose.

La prima è che mai il fattore economico deve prevalere sulla dignità dell’uomo. Per contro, la nostra società sta diventando implacabile: solo chi possiede ha diritti. Chi non ha soldi è progressivamente espropriato di tutto. A cominciare dal diritto alla salute, all’istruzione, alla democrazia. Baden Powell la pensava diversamente quando scriveva: “Io credo che nostro compito principale in questa vita sia di essere felici. Questa terra con tutte le sue bellezze e i suoi raggi di felicità fu fatta perché noi ne potessimo gioire… Il più corto cammino verso la felicità, ed il più sicuro, è di rendere felici gli altri”. Quel che conta tra di voi è scoperta, competenza e responsabilità. E queste cose non sono precluse a nessuno.

La seconda è che mai l’aspetto relazionale deve schiacciare gli altri. Quando si mette la ricerca del proprio Ego sopra a tutto si finisce per seminare morti sul proprio cammino. Per questo l’esperienza scout sceglie sempre di dare la precedenza all’ascolto. Ask the boy, ripeteva sempre Baden Powell. Ascolta il ragazzo, la realtà e non sovrapporre le tue idee o ideologie alle persone. Competenza significa non improvvisarsi, imparare, saper intervenire, capire quanto più criticamente possibile, possedere la materia di cui ci si occupa. Responsabilità dice che i doni ricevuti sono in ordine a una condivisione.

La terza è che mai bisogna rottamare il proprio cervello in nome dell’obbedienza ad un capo, ma solo per aderire al bene. Il capo deve essere un medium ma sempre indirizzato al fine. Alla fine, è sempre R. B. Powell ad ispirare un enorme investimento educativo in una società che sembra qualche volta rassegnata e in fuga dalla responsabilità: “Io passerò di qui (per questa vita) una sola volta; è per questo che tutto il bene che io possa fare agli altri devo farlo subito. Che io non lo rimandi a più tardi o che io non lo dimentichi, perché non passerò più di qua”.

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