Sabato 30 maggio

La famiglia è l’alleata ideale per non abbandonare il mondo a sé stesso

Fraternità La Visitazione in Verona

Fraternità La Visitazione in Verona, sabato 30 maggio 2026
(Gd 17,20-25; Sal 63; Mc 11,27-33)
Sabato dell’VIII settimana per annum (Famiglia della Visitazione)

Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?”. L’origine della polemica anticristiana è sempre la stessa tra i suoi correligionari. In base a quale autorità Gesù si permette di criticare il sistema religioso tradizionale? Dietro a questa domanda ricorrente che campeggia in tutte le dispute con il Rabbi si cela la medesima incredulità, chiusa ad ogni sbocco positivo. Si capisce che gli uomini religiosi sono disorientati rispetto a un Rabbi che rivoluziona l’immaginario intorno a Dio. Gesù, infatti, non annuncia Dio a partire da atmosfere rarefatte, lontane sideralmente dalla vita quotidiana. Gesù parla di Dio che si fa vicino e mostra una preferenza per l’imperfezione. Sembra quasi che abbia una predilezione per i più fragili verso i quali si dirige di preferenza. La famiglia è forse oggi la realtà più fragile e insieme più necessaria che ci sia. A pensarci rappresenta la dimensione fondamentale grazie alla quale addomesticare il mondo, cioè renderlo vivibile. Eppure sembra essere lontana dalle preoccupazioni della politica e dell’agenda pubblica, mentre non cambia nulla se la famiglia non riesce ad essere quello spazio ospitale grazie a cui ciascuno cresce e diventa uomo e donna.

Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo»”. Gesù reagisce all’ambiente che gli è ostile e tale rimarrà anche nelle prime comunità cristiane. Se non si è disponibili a mettersi in discussione, infatti, diventa impossibile discutere di Lui. In realtà, accade anche a noi: quando dinanzi ad una questione sociale intuiamo che le cose potrebbero, anzi dovrebbero cambiare per noi, troviamo subito la strada per eclissarci. La paura di perdere posizioni di rendita e comunque interessi fa sì che anche dinanzi a fenomeni umani importanti ci si difenda voltandosi da un’altra parte. Oggi l’interesse fondamentale è creare una massa di consumatori indipendenti e divisi. Perché questo rende tutti più manipolabili e facili prede dei vari prodotti che vengono catapultati per indurre a bisogni artefatti che aumentano il livello della distribuzione. La famiglia per contro è una sorta di anticorpo a questa dissoluzione, come aveva intuito R. Guardini per il quale già sul finire degli anni Cinquanta la famiglia era l’avamposto di resistenza alla dissoluzione della persona a individuo.

E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose»”. Sembra quasi dispettoso Gesù, ma è soltanto consequenziale. Gli ebrei non rispondono perché temono di perdere potere e di venir meno rispetto alle proprie posizioni di rendita. Non è vero che anche noi spesso rifiutiamo la realtà perché ne vengono delle conseguenze per noi? Anche il mondo della famiglia è stato irriso come fosse una semplice eredità del passato, mentre rappresenta la via per compaginare la società e renderla più coesa a partire dalle dinamiche educative. Solo insieme si vince perché la famiglia è l’alleata ideale per non abbandonare il mondo a sé stesso.

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