21 maggio 2026

Credere: atto di libertà e fiducia – Messa San Zeno

Eucaristia del patrono San Zeno

Eucarestia di San Zeno
(Ap 21,9-19; 1 Ts 2,2-8; Gv 15, 9-17)
Baslica di San Zeno, 21 maggio 2026

         “Vieni e ti mostrerò la sposa dell’Agnello”. La visione del veggente dell’Apocalisse è un invito ad alzare lo sguardo e contemplare la sposa dell’Agnello, cioè la chiesa che siamo noi. Lasciamoci oggi guidare da S. Zeno che vive in un tempo che risente fortemente del dibattito cristologico dei primi secoli dell’era cristiana. La questione ariana metteva a dura prova la fede di chi affermava senza reticenze che Gesù è un uomo, ma non è solo un uomo. E’ il Signore: Gesù Cristo! Il nostro Patrono che di sé diceva di essere soltanto “un uomo senza cultura e incapace di parlare” si rivela, in realtà, un pensatore profondo che attinge alle Scritture, in particolare alla Genesi e all’Esodo, oltre che ai Salmi, mentre nel Nuovo Testamento predilige Matteo, snobbando invece Marco, Luca e Giovanni, salvo l’Apocalisse. Nella sua serrata critica all’arianesimo che metteva in discussione la divinità del Maestro proprio la categoria dell’Agnello diventa la chiave per ricondurre la fede cristiana alla sua autenticità.

A tal proposito, risulta particolarmente interessante quello che S. Zeno scrive intorno a quello che chiama “sacro oroscopo”, dove interpreta i segni zodiacali alla luce della verità cristiana. Nel Discorso 38 (II, 43) “Sulle Dodici costellazioni ai neofiti”, l’VIII vescovo di Verona scrive: “Forse potreste chiedere anche a noi qualche oroscopo”. E risponde: “Tale è il vostro oroscopo. Per primo vi accolse non l’Ariete, ma l’Agnello che non respinge nessuno che creda in Lui….Egli non quale Toro dal collo superbo, dalla fronte torva, dalle corna minacciose, ma quale Vitello (Ez 13,43, 18-22) ottimo, dolce, carezzevole e mite vi ammonisce a non cercare mai gli auspici in nessuna attività… E mediante i Gemelli che seguono, cioè mediante i due Testamenti che vi annunciano la salvezza, vi ammonisce a evitare anzitutto l’idolatria, l’impudicizia e l’avarizia che è l’incurabile Cancro”.  Come si vede, S. Zeno rivisita, non senza un pizzico di ironia, i segni dello zodiaco e lascia intendere che le posizioni dei corpi celesti non influenzano i nostri comportamenti fino al punto di predeterminarli. Non è vero che si nasce sotto una buona o una cattiva stella! Ciascuno di noi è libero di scrivere il proprio cammino perché la sua vita non è già segnata per sempre. Certo, la nostra libertà è condizionata dalle esperienze, oltre che dai tratti ereditari. Rimane, tuttavia, sempre uno spazio libero, che fa appello alla nostra responsabilità.

Allora siamo finalmente in grado di comprendere un aspetto decisivo della fede cristiana, che si allontana dalle tenebre del paganesimo e dell’arianesimo che rischiava di trasformarsi in una sua una variante. Credere è un atto di libertà che sottrae al destino/ Fato/ Karma, cioè ad un percorso già scritto. Credere è pure un atto di fede/fiducia/abbandono che avvia un processo di libere scelte nelle pieghe della storia umana. Come afferma Gesù: “Non voi avete scelte me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.

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