Domenica 17 maggio

Credere significa sapere che la terra è aperta verso Altro

Cresime a Poiano e San Massimo

Ascensione del Signore 2026 (cresime)
(At 1,1-11; Sal 46; Ef 1,17-23; Mt 28,16-20)
Poiano e San Massimo, domenica 17 maggio 2026

Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni”. Secondo il racconto degli Atti sono queste le ultime parole di Gesù prima di sottrarsi allo sguardo dei suoi. Sorprendentemente il Maestro riesce però a trasformare un limite obiettivo in una apertura impensabile, un problema in una opportunità. Infatti, il suo non è un “addio”, ma piuttosto un “arrivederci”. Nel frattempo promette una vicinanza reale che mette definitivamente in relazione il cielo e la terra. Credere infatti significa sapere che la terra non è piatta e chiusa su sé stessa, ma è aperta verso Altro. Come oggi che è una giornata di sole che riapre l’orizzonte dopo il cielo chiuso dei giorni scorsi. Non si tratta di essere meteo-patici, ma di comprendere che la fede in Gesù Cristo è la possibilità di vedere finalmente collegato il presente e il passato al futuro. Dio ci precede sempre, sta davanti e non dietro. E ci sostiene con il dono dello Spirito. Per esemplificarlo vorrei formulare tre auguri a voi ragazzi, sapendo che i vostri genitori li sottoscriverebbero volentieri.

Sono certo, infatti, che lo Spirito che state per ricevere sarà decisivo per rendervi persone sicure, forti e contente. “Sicure”, anzitutto, cioè consapevoli della cura (se-curus) di cui siete oggetto perché vi sentite amati e non qui “gettati per caso” nella vita. E poi “forti”, che non significa spavaldi, ma coraggiosi nel senso di avere uno sguardo realistico, cioè consapevole dei propri limiti e delle proprie risorse. Queste vanno trafficate come talenti, mentre i primi vanno attraversati senza far finta di niente. E, infine, “contente” dove qui si coglie quella sensazione di pienezza e di integrazione che non significa accumulo seriale delle cose e dei beni, ma la capacità di gustare interiormente di tutte le cose.

Lo Spirito di cui Gesù vi fa dono è energia per affrontare le contrarietà: come uno che fa surf e addomestica le onde. Avete un problema? È il momento di affrontarlo, non di scansarlo. Dietro ogni fatica si nasconde un’opportunità. Lo Spirito è risorsa interiore che fa leva sull’anima di ciascuno e non semplicemente sul corpo o sulla psiche. Non è la bellezza la soluzione ai nostri turbamenti (nessuna si sente brutta come chi è bella), né la semplice padronanza dei propri sentimenti (la vita è imprevedibile e mette a soqquadro le nostre presunte sicurezze). Ci vuole lo Spirito, cioè quella dimensione in cui nessuno può entrare senza il nostro permesso e dove ci si incontra con Dio. Infine, lo Spirito è resilienza, cioè resistenza anche quando verrebbe da dire: “Non vale più la pena”. “Io sono con voi tutti i giorni”, conclude Gesù. Egli è con noi. Non davanti, né dietro, né accanto. Le sue parole non sono una garanzia, ma una promessa. E sono ben diverse da quelle che potremmo dire noi: “Dio è con noi”. Lui ci abita. Non siamo più soli. E vi pare poco per affrontare la vita senza paura e senza arroganza, ma con gratitudine ed entusiasmo?

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